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Sindacati in ordine sparso. E Renzi sorride. Camusso e Bonanni litigano. La Cgil lancia la «piazza del lavoro», stand al posto dei cortei

«Devono rimangiarsi la minaccia di sciopero perché è intollerabile che questi sindacati vogliano fare una cosa non consentita dalla legge», ha detto Matteo Renzi parlando dei sindacati di polizia e del Cocer, in rivolta per il tetto agli stipendi.

In attesa che ciò avvenga, semmai avverrà, i rappresentanti delle forze dell’ordine incontreranno mercoledì Silvio Berlusconi e i vertici di Forza Italia. Ma restano comunque in attesa della convocazione promessa dal presidente del Consiglio. Sarebbe il primo incontro ufficiale tra il premier e i sindacati, visto che, i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso , Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti , non hanno mai avuto il piacere di una riunione con Renzi. Che continua a bistrattarli: «Annunciano scioperi a prescindere». Solo che quelli minacciati dai tre sindacati non impensieriscono per nulla il presidente del Consiglio. Del resto, tanto per cambiare, le confederazioni non appaiono unite sul da farsi. E quindi figuriamoci che possibilità di successo avrebbe uno sciopero. Per ora solo la Cgil ha deciso di mobilitarsi, con una manifestazione nazionale, probabilmente sabato 11 ottobre. Anche se non si tratterà della classica manifestazione con corteo e comizi, ma un raduno di piazza con stand delle categorie per illustrare ai cittadini le vertenze e i problemi del lavoro. Una novità per tentare di recuperare il rapporto con i cittadini, visto il crescente grado di impopolarità del sindacato. A scioperare, invece, saranno le singole categorie: la Fiom (metalmeccanici) di Maurizio Landini e la Fp (pubblico impiego).

Sarà il direttivo di mercoledì a decidere i tempi e i modi delle iniziative di protesta della Cgil. Una mossa che ha spiazzato la Cisl e ha guastato i rapporti tra Camusso e Bonanni. Cgil, Cisl e Uil avevano raggiunto prima dell’estate una posizione comune su una piattaforma di rivendicazioni basata su meno tasse sul lavoro e più investimenti, sulla quale si sarebbero dovute tenere assemblee unitarie e poi riunire gli organismi per proclamare le iniziative di mobilitazione. Ma questo percorso è saltato dopo che Landini ha lanciato la manifestazione nazionale della Fiom per sabato 25 ottobre a Roma e 8 ore di sciopero che verranno decise nell’assemblea nazionale dei metalmeccanici il 26 e 27 settembre. Iniziative, ha spiegato il leader della Fiom, unico dirigente sindacale ad avere un rapporto diretto con Renzi, a sostegno del lavoro e degli investimenti e aperte alla partecipazione dei giovani, dei precari e di tutti i lavoratori.

Come al solito Landini ha giocato d’anticipo, costringendo Camusso a inseguirlo. Di qui la manifestazione nazionale annunciata dal leader della Cgil, nella prima decade di ottobre, cioè prima di quella della Fiom, anche questa aperta alla più ampia partecipazione.

Bonanni è andato su tutte le furie, ha bollato come una manifestazione politica quella indetta da Camusso, sopratutto dopo che le prime adesioni sono arrivate da Sel con Giorgio Airaudo , e ha convocato per martedì, un giorno prima del direttivo Cgil, l’esecutivo della Cisl. Che discuterà le modalità di mobilitazione della confederazione bianca. Non ci sono invece, almeno per ora, iniziative da parte della Uil, impegnata nel congresso (19-21 novembre a Roma). «Discuteremo il da farsi con le categorie — spiega il segretario aggiunto, Carmelo Barbagallo —. Siamo stanchi della solita Cgil che fa la prima della classe e della Cisl che fa resistenza. Se si vogliono fare le cose insieme non si può litigare sul metodo ancora prima che sui contenuti». Sindacati in ordine sparso, Renzi può stare tranquillo.

Corriere Economia – 15 settembre 2014 

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