Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Solo la Grande Guerra come il 2015. In Italia 150 mila decessi più delle nascite. I giovani emigrano, cala il contributo demografico degli stranieri
    Notizie ed Approfondimenti

    Solo la Grande Guerra come il 2015. In Italia 150 mila decessi più delle nascite. I giovani emigrano, cala il contributo demografico degli stranieri

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche13 Gennaio 2016Nessun commento3 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Fabio Poletti. L’Italia è un Paese per vecchi. E pure «latitanti» visto che nel saldo nascite-morti nel 2015 sono scomparsi 150mila di noi. Una volta e mezza gli abitanti di Novara. «Se va avanti così nel 2060 avremo 1 milione e 200 mila abitanti con più di 95 anni. Oggi sono 150 mila. Con un evidente squilibrio sociale», fa due conti Gian Carlo Blangiardo, docente di Demografia alla facoltà di Statistica all’Università Bicocca di Milano che ha pubblicato la sua ricerca che prende in esame l’ultimo secolo sul sito Neodemos.

    I quasi centenari all’orizzonte del Belpaese daranno problemi non solo perchè con questi numeri sarà difficile garantirgli una pensione, ben difficilmente potranno produrre reddito pur con tutti gli imprevedibili cambiamenti del mercato del lavoro ma soprattutto saranno un peso enorme in tema di sanità e assistenza sui bilanci dello Stato.

    Se qualcuno ha voglia di preoccuparsi farà bene a non aspettare altri 45 anni. Un calo degli abitanti così evidenti ha un solo precedente, il triennio 1916-1918, quando gli effetti della Grande Guerra non meno letali dell’epidemia di Spagnola decimarono la popolazione. I nuovi nati si fermano nel 2015 a 489 mila. Il saldo con i decessi, considerando solo gli italiani, è di 170-180 mila unità. Nemmeno l’afflusso degli immigrati è più una risorsa. L’analisi statistica non tiene ovviamente conto dei clandestini, la cui presenza è stimata a 400 mila unità difficilmente tracciabili a fronte di una presenza di 5 milioni e mezzo di stranieri regolari.

    Il contributo demografico dato dagli stranieri è pari ad appena 20-30 mila unità l’anno, contro le 200-300 mila di qualche anno fa. L’analisi del ridimensionamento del flusso fatta dal professor Gian Carlo Blangiardo è implacabile: «Deve il suo ridimensionamento alla minore attrattiva dell’Italia nel panorama della mobilità internazionale (escludendo doverosamente sbarchi e transiti)». Al di là di qualche isterica analisi politica buona per una propaganda di facile consumo sull’«invasione degli stranieri a casa nostra», sembra che il dato demografico vero sia quello dell’«evasione».

    Ma a scappare dall’Italia non sono solo gli stranieri. Ad alleggerire la bilancia demografica sono le nuove generazioni italiane che lasciano il Paese alla ricerca di un futuro. Gli effetti a lungo termine li conosce ancora nessuno assicura il professor Gian Carlo Blangiardo: «Siamo di fronte alla crescente fuga di nostri connazionali: il conto dei giovani che cercano nuove opportunità e soddisfazioni oltre confine matura anno dopo anno, in silenzio ma con effetti – umani e socio economici – cui forse non si dà ancora il giusto peso». L’immagine è quella di un Paese con un futuro nero. Oggi sono mancati 150 mila invitati al cenone di Capodanno 2015. Ma, si chiede il docente: «Conviene interrogarci su fino a quando, se si avrà ampia conferma degli andamenti osservati, ci sarà ancora la possibilità di fare un cenone».

    La Stampa – 13 gennaio 2016 

    Post Views: 150
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteProcedure, diagnosi, gestione dei parti: ora gli ispettori accusano gli ospedali. Puerpere decedute, indiscrezioni smentite. La Regione: «Sgomenti, i tecnici veneti non considerati»
    Precedente Nasce l’Azienda sanitaria del Bo. Fine del duopolio con l’Usl 16. Formata la commissione che rivoluzionerà l’assetto della medicina padovana
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.