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Spending review. Anaao: “Prosegue svuotamento della sanità pubblica”

Duro giudizio del segretario nazionale Costantino Troise che parla di “colpo grave inferto al sistema sanitario” e di una manovra che colpisce indiscriminatamente “ospedali, dirigenti pubblici, farmacisti e medici”.

All’Anaao Assomed la spending review non piace. Per Costantino Troise si tratta infatti di “un’ennesima manovra finanziaria di 26 mld (di cui 6,8 miliardi riguardano la sanità), e che sarà ricordata per il colpo grave inferto al sistema sanitario e per il taglio delle prestazioni che seguirà, a dispetto del velleitario ed ipocrita titolo “ad invarianza dei servizi per i cittadini”.

“L’intervento nel merito dei singoli fattori produttivi – sottolinea – segna il ritorno del centralismo in sanità a dispetto del tanto declamato e decantato federalismo, condannando le Regioni ad una sostanziale irrilevanza, di cui si lamentano almeno quanto della entità dei tagli subiti”.

“Nel merito, si porta un nuovo e pesante mattone allo svuotamento del sistema sanitario pubblico, impoverendolo ulteriormente di risorse economiche, strutturali e professionali. A fronte di margini di recupero di risorse e di miglioramento della appropriatezza delle prestazioni, per i quali è indispensabile il coinvolgimento dei professionisti – aggiunge Troise – il Governo ha scelto un approccio lineare e top-down che mette a rischio gli obiettivi di tutela della salute fissati dalla Costituzione”.

“All’ombra dello stato di necessità economica convivono evidenti errori, discutibili scelte, privilegi di casta”, continua il leader dell’Anaao Assomed, e così “tra tagli ad ospedali, statali, province e colpi inferti a dirigenti pubblici, farmacisti, medici è stato anche prolungato il mandato dei Rettori Universitari, in carica, spesso, da decenni, perpetuando la gerontocrazia nel mentre si proclama il rinnovamento. Un colpo di mano corporativo estraneo al rigore, allo sviluppo e all’equità”.

“Il servizio sanitario rappresenta un valore fondamentale per un Paese civile, anche e soprattutto in tempi di profonda crisi economica – sottolinea ancora Troise – e, non a caso, gli inglesi ne celebrano la nascita alla apertura delle Olimpiadi. In Italia è in atto una sua progressiva disgregazione”.

“Per questo saremo in piazza il 27 ottobre – conclude – insieme con tutti coloro che condividono il pensiero forte dell’articolo 32 della nostra Costituzione e vogliono opporsi a chi nell’abbandono delle cure vede l’unica fonte di risparmio”.

Quotidianosanita.it – 9 agosto 2012                                   

 

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