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Spending review. Le tappe. Si parte con la stretta su auto blu e consulenze. Nel mirino le partecipate

l commissario precisa: i risparmi ottenuti dagli enti locali servono a ridurre la pressione fiscale locale. Una stretta sulle auto blu e sulle consulenze nella pubblica amministrazione. Sono i due interventi che il Commissario straordinario per la revisione della spesa, Carlo Cottarelli, ha già quasi finito di confezionare in netto anticipo sulla tabella di marcia della spending review.

E che potrebbero anche essere utilizzati subito per concorrere al reperimento della dote da 488,4 milioni nel 2014 necessaria dopo la cancellazione decisa dal Governo della “clausola” sul taglio delle detrazioni Irpef del 19% con il ricorso già da quest’anno a maggiori risorse dalla stessa “spending” rispetto a quanto previsto dalla legge di stabilità. Ma con tutta probabilità Cottarelli definirà le misure necessarie non prima della fine di febbraio quando le 25 task force attivate dal Commissario avranno completato la prima fase di ricognizione sulla spesa e fornito le indicazione su cui costruire il mosaico complessivo dei tagli selettivi per il 2014.

Tagli, quelli per il prossimo anno, che, al di là della soluzione sulle detrazioni fiscali, pur non essendo espressamente previsti dalla legge di stabilità, e quindi da considerare aggiuntivi, erano di fatto ritenuti già da tempo assodati anche alla luce delle dichiarazioni del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. E soprattutto degli impegni presi dal Governo con Bruxelles per chiudere la partita sull’ok definitivo della Ue all’utilizzazione dei margini di flessibilità collegati all’uscita dalla procedura per deficit eccessivo sancita lo scorso anno. Non solo: per le maggiori risorse ottenute rispetto agli obiettivi fissati dalla legge di stabilità (3,6 miliardi nel 2015, 8,3 miliardi nel 2016 e 11,3 nel 2017) era stata prevista anche un’ulteriore destinazione rispetto agli “impegni di bilancio”: alleggerimento della pressione fiscale, a cominciare dalla riduzione del cuneo.

La decisione di utilizzare quasi 500 milioni nel 2014 legati alla spending per evitare il taglio delle detrazioni si colloca sostanzialmente in questo solco, considerato unanimamente prioritario: dall’Europa fino alle parti sociali passando per i partiti. Optando per una riduzione di spesa il Governo ha infatti evitato nuovi interventi fiscali. Anche se questa soluzione potrebbe essere ai limiti del patto stretto con Bruxelles visto che una fetta delle risorse aggiuntive, per le quali era stato già individuato un preciso binario, risulta a questo punto ipotecata.

In ogni caso le risorse che Cottarelli conta di recuperare per quest’anno sono molto più consistenti dei 500 milioni che verranno assorbiti dall’operazione per bloccare (almeno per il 2014) il taglio lineare delle detrazioni. Anche perché in caso contrario il target di 32 miliardi di tagli selettivi a fine 2016 (2 punti di Pil) fissato dal Governo diventerebbe immediatamente irrealizzabile. Pur senza fornire alcuna cifra, nelle scorse settimane lo stesso commissario straordinario di fronte all’ipotesi di una prima riduzione di spesa selettiva per 1,5 miliardi nel 2014 aveva affermato che contava di realizzare risparmi assai più significativi. Non a caso ai margini dei lavori delle 25 task force circolano stime ufficiose sulla possibilità di recuperare almeno 2-3 miliardi entro l’anno.

Il Sole 24 Ore – 22 gennaio 2014 

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