STOP AI TAGLI.  Il responsabile della Salute sottolinea: “Siamo figli di una lunga stagione di tagli. Penso che con il piano che dobbiamo presentare dentro questo schema macro del Recovery fund possiamo provare a dare un messaggio ancora più forte nella direzione della chiusura definitiva dei tagli al Servizio sanitario nazionale. Quello che proveremo a proporre è prima di tutto una svolta di carattere culturale, un vero e proprio cambio di paradigma: la tutela della salute non più da vedere come un costo, come una merce, una generica spesa corrente ma un investimento fondamentale per il benessere dell’individuo e per il futuro delle nostre comunità”. “La mia opinione – aggiunge Speranza – è che ogni euro speso in meno nella tutela della nostra salute ha creato un risparmio solo apparente negli anni, che nel tempo si è trasformato invece in una maggiore spesa sanitaria, in più migrazione sanitaria, nell’aumento delle pensioni di invalidità, in più assenza nei luoghi di lavoro, in minore sicurezza e coesione sociale”. Per il sistema sanitario nazionale “la mia opinione – spiega il ministro – è di non presentare un piano di emergenza, ma un vero e proprio progetto di riforma degli investimenti per la sanità del prossimo decennio. Abbiamo una grande opportunità, quella di tenere insieme riforme e investimenti perché alcune volte nella storia recente del nostro Paese le riforme sono state fatte in momenti restrittivi della spesa pubblica, abbiamo invece qui la prospettiva di riformare il sistema sanitario nazionale in una stagione espansiva. La mia opinione è quella di lavorare a un vero e proprio piano integrato sul territorio: ospedali, ricerca, innovazione tecnologica, sostegno alla filiera industriale legata alla sanità”. Il piano che stiamo costruendo ha 5 assi fondamentali”, illustra Speranza, che sono territorio, sanità di prossimità; ospedali in rete; salute e ambiente; conoscenza per la salute; innovazione digitale per il servizio sanitario nazionale. Tra gli obiettivi della riforma quello di “ridurre le disuguaglianze territoriali per garantire l’effettivo universalismo della sanità pubblica”.

ASSISTENZA DOMICILIARE.  “Dobbiamo ricominciare ad investire sulla sanità territoriale, vorrei che la parola madre della riforma sia prossimità. L’idea di fondo è: negli ospedali le patologie gravi, nelle strutture territoriali abbiamo bisogno di puntare su prevenzione, cure primarie e assistenza” sottolinea Speranza, che tra le priorità indica il “rafforzamento dell’assistenza domiciliare, cioè la casa come primo luogo di cura: già nel decreto rilancio c’è stato un investimento molto significativo in questo senso passando dal 4% per gli over 65 al 6,7%, a fronte di una media Ocse del 6%. Il mio obiettivo è portare l’Italia a essere il primo paese europeo per l’assistenza domiciliare per le persone sopra i 65 anni, arrivando almeno al 10%”. “Abbiamo bisogno di rafforzare tutti i servizi di prevenzione, come è noto la prevenzione è la medicina più efficace di cui il Servizio sanitario nazionale deve dotarsi – sottolinea – Nella partita della prevenzione un ruolo fondamentale devono avere le scuole, l’idea di fondo è ripristinare una relazione organica tra sistema sanitario nazionale e sistema scolastico”.  (10 set)

(fonte 9Colonne)