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Sistema che in otto ore scopre virus che ci minacciano

In meno di otto ore scopre 17 diversi bioagenti. Dall’antrace all’Escherichia Coli, dalla salmonella al temibilissimo virus Ebola, dai virus dell’influenza aviaria a funghi e parassiti pericolosi per la salute umana.

E potenzialmente utilizzabili come armi biologiche. Una tecnologia che consente di analizzare campioni di sangue, acqua, alimenti e filtri per l’aria. In tutto 17 agenti patogeni cosiddetti biothreat. Si chiama Plex-Id Biothreat Assay ed è frutto di una ricerca decennale della Abbott.

E’ stata approvata dall’Agenzia americana per il controllo di farmaci e alimenti (la Fda) ed ha ricevuto il premio «Gold technology innovation awards 2009» del Wall Street Journal per le «sue potenziali capacità di allertare le autorità sanitarie della presenza di nuovi ceppi di malattia, vigilare contro il bioterrorismo e permettere agli ospedali di identificare i batteri resistenti agli antibiotici». I risultati degli studi condotti per sperimentare l’efficienza di Plex-Id sono stati presentati lo scorso febbraio, in occasione del congresso sulla «Biodifesa e le malattie emergenti», organizzato dall’American society for microbiology. I test hanno confermato l’elevata sensibilità e specificità della tecnologia per la rilevazione di agenti potenzialmente pericolosi per la salute anche nelle analisi di campioni di aria ambientale. Bioagenti noti, ma anche sconosciuti.

«E’ sempre più evidente la necessità di ampliare il raggio della rilevazione e della caratterizzazione dei patogeni per la biodifesa – dice David Ecker, vice presidente della Divisione Ibis Biosciences di Abbott -. Plex-Id ha dimostrato di identificare e quantificare a scopi non-diagnostici una vasta serie di patogeni nell’uomo e negli animali, compresi batteri e famiglie di virus».

Il sistema è una combinazione di tecnologie molecolari, fra cui la reazione a catena della polimerasi (Pcr) per l’amplificazione genica e l’analisi spettrometrica di massa. E’ in grado di scoprire e di tipizzare geneticamente ogni «biopresenza» estranea nell’uomo e nell’ambiente. E di offrire dati anche su resistenza farmacologica, virulenza e tipo di ceppi scoperti. Plex-Id si sta dimostrando anche fondamentale nelle perizie medico-legali. Sviluppata nel 2005, questa tecnologia è oggi utilizzata in 20 centri statunitensi, compresi i Centers for disease control and prevention (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive) e la Fda.

fonte: Corriere della Sera – 19 aprile

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