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Spesi 30mila euro per la traduzione della riforma di Obama in italiano. Scoppia la polemica su Usl Mirano

A Mirano (VE) si studia le legge approva negli Usa. Un consigliere regionale: «Scelta inopportuna». Cosa c’entra il “Patient protection and affordable act”, la tanto sudata legge sulla revisione del sistema sanitario americano, cavallo di battaglia del Presidente degli Stati Uniti d’America Barak Obama, con la Asl di Mirano (Venezia)?

Niente, a onor del vero, se non per una costosa traduzione dall’inglese all’italiano, che costa alle casse dell’azienda sanitaria locale, quindi della sanità pubblica, ben 30mila euro. 

Il caso, riportato dal quotidiano L’Arena, lo ha sollevato Moreno Teso (Pdl), consigliere regionale veneto di maggioranza, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta chiedendo di fare chiarezza sulla vicenda. «La legge è sicuramente importante – premette Teso intervistato da L’Arena -, la più significativa revisione del sistema sanitario americano, per la quale tanto si era speso il presidente Barak Obama. Ma che una singola Asl, nella fattispecie quella di Mirano, spendesse 29.403 euro per tradurla in italiano pare quanto meno inopportuno, tanto più in una situazione di ristrettezza finanziaria che costringe le aziende a risparmiare anche sulla erogazione di servizi essenziali». Tanto più in tempi di ristrettezze economiche, alla faccia della spending review, dei tagli e della crisi. 

Per Teso qualcosa potrebbe non quadrare, e ricorda la determinazione con cui gli uffici competenti della Asl veneziana hanno deciso di affidare alla Società cooperativa Eurostreet di Biella la traduzione della legge di Obama il 10 giugno scorso: per questo, il consigliere regionale del Pdl chiede se affidare servizi di traduzione di testi legislativi di altri Stati (che, diciamo, in questo caso non è costato proprio due spiccioli), rientra nei compiti delle Asl. «Perché se così non fosse – conclude il consigliere – la Giunta dovrebbe assumere le conseguenti determinazioni e, ovviamente, comunicarcele».

La Stampa – 20 luglio 2013

 

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