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Stragi, riaperti gli archivi. Da Ustica a Bologna: ecco le verità nascoste. Renzi: dovere verso le vittime

Via alla declassificazione: si parte dal caso Ilaria Alpi. Grillo: solo un bluff. Saranno declassificati gli atti relativi alle stragi che hanno insanguinato l’Italia nel suo decennio più torbido: Ustica, Peteano, Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, Stazione di Bologna, Rapido 904.

Il premier Matteo Renzi ha firmato, alla presenza del sottosegretario Marco Minniti e del direttore del Dis Giampiero Massolo, la direttiva che dispone la declassificazione degli atti. E che sarà attuata partendo dal misterioso omicidio di Ilaria Alpi.«Uno dei punti qualificanti della nostra azione di governo — ha spiegato Renzi — è proprio quello della trasparenza e dell’apertura. In questa direzione va la decisione che considero un dovere nei confronti dei cittadini e dei familiari delle vittime di episodi che restano una macchia oscura nella nostra memoria comune». Il presidente del Consiglio aveva anticipato la sua decisione domenica in un’intervista a Repubblica.

Anche se ora inizia il complicato iter della catalogazione, per consentire l’inventario delle carte tenute sotto chiave per decenni nei ministeri, nelle prefetture, negli archivi dei Servizi segreti e delle forze di polizia. Solo così quel giacimento potrà essere fruito da storici, giornalisti, studiosi, e illuminare, almeno politicamente, molti episodi drammatici degli anni di piombo. I documenti saranno pubblicati secondo un criterio cronologico, superando l’ostacolo posto dal limite minimo dei 40 anni previsti dalla legge. Si tratta di “materiale secretato”, ma su cui non c’è segreto di Stato. Applaudono le associazioni delle vittime. Per Grillo è tutto «un bluff». Su Ustica fanno scandalo le parole del Ncd Giovanardi: «L’esplosione venne provocata da una bomba nella toilette».

Repubblica – 23 aprile 2014 

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