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Straordinari e turni allungati per tamponare. Nei casi estremi si taglia la produzione in modo da recuperare in seguito. Aumenta il livello di smart working

Il Sole 24 Ore. La prevenzione è la via maestra, ma tenere fuori dai luoghi di lavoro un’influenza aggressiva come l’Australiana di quest’anno è una pia illusione. I numeri parlano chiaro, ma rispettare le indicazioni del ministero della Salute può aiutare a contenere il dilagare del virus e le assenze contemporanee dei dipendenti.

Le misure sono essenzialmente identiche a quelle adottate per il Covid. Vaccinarsi, prima di tutto, lavarsi le mani, tenere la distanza di sicurezza dagli altri lavoratori. Poi le misure più drastiche, che molte imprese stanno ancora adottando per l’emergenza Covid, come indossare la mascherina Ffp2, distribuita gratis, quando ci si allontana dalla postazione di lavoro o si frequentano locali condivisi.

Tutte le imprese hanno messo nel conto di dover attraversare un periodo di difficoltà tra dicembre e gennaio, quando è previsto il picco del contagio. E molte di loro adottano piani di emergenza, work in progress, che poggiano su pilastri diversi a seconda della tipologia di impresa e di attività: manifatturiera, di servizi e a contatto con il pubblico. «In previsione del picco dell’influenza e del traffico aereo – dice Marco Verga, direttore del personale dell’Aeroporto di Bologna – abbiamo formato un bacino di personale di riserva in collaborazione con le società di somministrazione che possiamo utilizzare per coprire i turni scoperti».

Le più in difficoltà sono le imprese impossibilitate a fermare la produzione o il servizio. In questi casi, contando su una durata breve delle assenze, si adottano sistemi di tamponamento dell’emergenza: «Nei limiti della legge – dice Verga – ricorriamo agli straordinari del personale presente, allunghiamo la turnazione, rinviamo i permessi». Nelle imprese manifatturiere, nei casi estremi, si riduce la produzione sperando di poter recuperare dopo l’emergenza.

Le aziende di servizi, invece, stanno mettendo a frutto l’esperienza e la tecnologia maturata nel periodo Covid. Molti dipendenti limitano il periodo d’assenza obbligatoria per malattia (quella certificata) e aumentano il livello di smart working. In questo modo si riduce il contatto con i colleghi e si evita il dilagare del contagio in contemporanea, la cosa più temuta dalle aziende.

Le imprese che espongono i dipendenti al pubblico – commercio e grande distribuzione, trasporti – raccomandano vivamente l’uso della mascherina Ffp2 durante il servizio, fornendole anche gratis.

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