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Pssr Veneto, Monti non decide. Tutto slitta di due settimane

Le osservazioni del Governo danno ragione alla Giunta. Poi in Cdm nessuna decisione. Una frenata? Impossibile a dirsi. Il governo può ancora esprimersi tra 15 giorni: il caso è aperto

Già da qualche giorno la stampa veneta preannunciava per ieri un terremoto in arrivo da Roma sul nuovo Piano sociosanitario del Veneto: l’impugnazione da parte del governo Monti. Da Roma infatti erano giunte osservazioni formulate dal Ministero della sanità al maxi-testo che dovrà riformare l’assistenza sanitaria in Veneto. Per la verità la prima osservazione fa sgranare gli occhi, visto che il ministero sostiene che il piano non può essere quinquennale ma solo triennale, mentre tutti sanno che l’attuale piano veneto è in vigore da ben 16 anni (senza peraltro che si siano creati guai rispetto al mutare della pianificazione nazionale). Altra curiosità, per altri due punti il ministero non interviene tanto su una questione di conflitto di poteri tra Stato e Regione, ma va dritto a mettere il naso nel rapporto di poteri tra Giunta regionale e Consiglio veneto: Roma contesta infatti gli stessi due punti oggetto di duro confronto a Venezia, e cioè il fatto che sulla nomina del direttore generale della sanità e sulla definizione delle schede degli ospedali (cioè quali reparti avranno) sia decisivo il parere del Consiglio (o della commissione consiliare). «Per noi si tratta in entrambi i casi di scelte che rientrano nella programmazione sanitaria, e quindi la competenza consiliare c’è», osserva il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato (Pdl). Altri due punti che Roma contesta: la possibilità di incarichi esterni per i direttori e l’obbligo per le strutture sanitarie di rendere pubblici i bilanci. Come detto, la questione si è infilata nello scontro di poteri tra Giunta e Consiglio, tant’è che la risposta alle osservazioni del Ministero è stata redatta dall’ufficio legislativo del Consiglio regionale, e a palazzo Balbi – che sarebbe il vero titolato a rispondere – si sono limitati a “trasmettere” il fascicolo. A Roma però non hanno deciso nulla: una “frenata”? Impossibile a dirsi. Il governo può ancora esprimersi tra 15 giorni: il caso è aperto.

Il Giornale di Vicenza – 11 agosto 2012

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