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Superate le soglie dei ricoveri, Sicilia prima a passare in giallo. Le restrizioni da lunedì. Il tentativo in extremis: “Possiamo attivare altri 194 posti letto”

Repubblica. Nell’Italia colorata di bianco, la Sicilia viaggia a vele spiegate verso la zona gialla, in arrivo dal 23 agosto. Marcata stretta, comunque, da altre regioni del Sud come Sardegna e Calabria che potrebbero raggiungerla la settimana successiva. Da giorni la regione con più contagi per Covid (ieri 1.229) e con un’incidenza settimanale dei casi alle stelle (148 ogni centomila abitanti), l’Isola ha sfondato i parametri di occupazione che portano al cambio di colore sia nei reparti di area medica sia in terapia intensiva: i primi sono saturi al 17 per cento a fronte del tetto del 15, i secondi sono qualche decimale sopra il limite del 10 per cento. Un responso, quello di ieri, determinante.
L’ultima parola infatti spetta alla cabina di regia ministeriale che si riunirà venerdì. Per decidere prende però in considerazione proprio i dati di ospedalizzazione del martedì. Il destino insomma appare segnato, nonostante la corsa tardiva ad aprire nuovi reparti: nelle ultime settimane si è passati da 3.100 posti letto d’area medica a 3.669 e da 668 a 762 in Rianimazione. Ultima per vaccinazioni in tutte le fasce di età, in particolare per gli over 50, ieri la Sicilia ha registrato 77 pazienti positivi in Rianimazione, 6 in più in 24 ore. Il 92 per cento non sono coperti nemmeno con una dose di vaccino.
Così, dopo quasi due mesi, da lunedì la Sicilia sarà probabilmente la prima (e unica) regione a colorare di giallo una mappa finora tutta bianca. Con il ritorno delle mascherine obbligatorie all’aperto e il limite di 4 persone al tavolo in bar, ristoranti e cerimonie sia all’interno che all’esterno dei locali. Poche differenze che però potrebbero avere un forte impatto sull’ultima parte della stagione estiva, con quasi un milione di turisti che ancora affollano le località siciliane che registrano quasi ovunque il tutto esaurito.
L’unica flebile speranza è appesa a 194 posti aggiuntivi di Terapia intensiva che la Regione ha comunicato al ministero. Tuttavia c’è intenzione di fare pressing in questo senso: «L’occupazione dei posti letto è il risultato della mancata vaccinazione. Non mi preoccupa la zona gialla, ma la virulenza del contagio », taglia corto l’assessore alla Salute siciliano Ruggero Razza, rispondendo alle opposizioni che lo hanno accusato di aver aumentato i posti letto per ritardare una stretta giunta comunque.
Un “copione” adottato anche dalla Sardegna, che almeno per un’altra settimana sembra in salvo: ieri il portale Agenas segnava il 9% di occupazione in Terapia intensiva e il 10 per cento nei reparti ordinari. Ancora al di sotto delle soglie che però cominciano a fare paura. La Regione è corsa ai ripari disponendo nuove aperture ma c’è il problema del personale: «Faremo un sopralluogo all’ospedale Marino per valutare l’opportunità di aprire dei reparti no Covid con personale di altri ospedali », ha detto ieri il direttore sanitario del polo ospedaliero di Cagliari Sergio Marracini. In bilico anche la Calabria: le intensive sono al 7%, ma con un +3% in un solo giorno a causa dei 4 ricoveri di ieri, mentre i ricoveri ordinari sono al 14 %: a questo ritmo, l’appuntamento con la zona gialla potrebbe arrivare il 30 agosto.

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