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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Superbatteri: il Parlamento Ue vuole limitare l’uso di antibiotici negli allevamenti. Proposta di aggiornare la normativa europea in materia di medicinali a uso veterinario
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    Superbatteri: il Parlamento Ue vuole limitare l’uso di antibiotici negli allevamenti. Proposta di aggiornare la normativa europea in materia di medicinali a uso veterinario

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche10 Marzo 2016Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Con la votazione di oggi i deputati hanno stabilito che per contrastare la crescente resistenza degli antibiotici ai batteri, quali salmonella e campylobacter, è necessario limitare l’uso dei farmaci antimicrobici esistenti e sviluppare nuovi medicinali.

    La proposta prevede di aggiornare la normativa europea in materia di medicinali a uso veterinario e il Parlamento chiede di vietare il trattamento antibiotico collettivo e preventivo degli animali e di prendere misure atte a stimolare la ricerca di farmaci di nuova generazione.

    “Quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che il mondo può sprofondare in un’era post-antibiotica, dove la resistenza agli antibiotici potrebbe causare ogni anno più morti del cancro, è giunto il momento di intraprendere un’azione forte e risolvere il problema alla radice”, ha affermato la relatrice Françoise Grossetête (PPE, FR).

    “La lotta contro la resistenza agli antibiotici deve iniziare nelle aziende agricole. Desideriamo in particolare vietare l’uso puramente preventivo di antibiotici, limitare il trattamento di massa a casi veramente particolari, vietare l’uso di antibiotici veterinari di fondamentale importanza per la medicina umana o porre fine alla vendita online di antibiotici, vaccini e prodotti psicotropi. Con queste misure, speriamo di ridurre la quantità di antibiotici che finiscono nel piatto dei consumatori “, ha dichiarato.

    Secondo i deputati, i medicinali veterinari non devono in nessun caso servire a migliorare le prestazioni o a compensare pratiche di allevamento inadeguate. Chiedono, quindi, di limitare l’uso profilattico degli antibiotici per i singoli animali (cioè come misura preventiva e in assenza di segni clinici d’infezione) e di attuarlo solamente quando è completamente giustificato da un veterinario.

    Per aiutare a combattere la resistenza antimicrobica, la nuova normativa autorizza la Commissione europea a stabilire quali antimicrobici devono essere riservati esclusivamente al trattamento umano.

     Innovazione

    Per incoraggiare la ricerca di nuovi antimicrobici, i deputati propongono l’uso di incentivi, come periodi più lunghi per la protezione della documentazione tecnica sui nuovi farmaci, protezione commerciale per i principi attivi innovativi e protezione per gli investimenti importanti nelle analisi condotte per migliorare un prodotto antimicrobico esistente o per tenerlo sul mercato.

    Oggi i deputati hanno inoltre approvato la relazione di Claudiu Ciprian T?n?sescu (S&D, RO), che modifica un’altra legge per migliorare la procedura d’immissione sul mercato di medicinali a uso veterinario, che deve essere distinta da quella sui farmaci per gli esseri umani.

    Prossime tappe

    Entrambe le relazioni sono state approvate per alzata di mano. I deputati hanno inoltre votato per aprire i negoziati con il Consiglio con l’intento di raggiungere un accordo in prima lettura.

    Contesto

    Gli obiettivi del progetto di legge sui farmaci antimicrobici sono interconnessi e si prefiggono di:

    aumentare la disponibilità dei medicinali a uso veterinario;

    ridurre gli oneri amministrativi;

    stimolare la competitività e l’innovazione;

    migliorare il funzionamento del mercato interno;

    affrontare il rischio per la salute pubblica derivato dalla resistenza agli antimicrobici (AMR).

     Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (CEPCM) ha recentemente comunicato che i batteri negli esseri umani, nel cibo e negli animali continuano a mostrare resistenza agli antimicrobici più diffusi. Gli scienziati affermano che la resistenza alla ciprofloxacina, un antimicrobico importante per il trattamento delle infezioni umane, è molto alta nel campylobacter, riducendo così le opzioni per il trattamento efficace delle gravi infezioni alimentari. Anche i batteri di salmonella, resistenti a diversi farmaci, continuano a proliferare in tutta Europa.

    Fonte Parlamento Ue – 10 marzo 2016

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