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Tagli alle spese. Il dg Alessi “dissidente” scrive alla Regione: «Non rinunceremo a garantire qualità»

1a1a1_0aaalessiRevisione della spesa sì, ma anche della qualità. La spendig review imposta dal Governo rischia di produrre una riduzione dei servizi anche sulla salute. È preoccupato – e lo ha messo per iscritto con una nota alla Regione – Renzo Alessi, direttore generale dell´Ulss 5, ente a cui il decreto ha ordinato: «Una riduzione del 5% degli importi e delle connesse prestazioni». «Sostanzialmente – spiega Alessi – fin ad oggi si ragionava in base ai costi standard. Ovvero si monitoravano le Regioni più virtuose d´Italia, tra cui di solito anche il Veneto, e si calcolava, per ogni fornitura medica, la media di spesa delle Ulss con i conti in regola per ottenere il costo standard. Ora invece la nuova normativa parla di “prezzo di riferimento”, tirando fuori dati da qualche statistica o da qualche gara al ribasso».

«Questi prezzi, in media – continua – equivalgono ad un terzo di quelli che per ogni singola fornitura si spendevamo prima. Solo che così facendo non si abbatte solo il costo, ma anche la qualità».

Insomma, le Ulss venete, generalmente fra le meno spendaccione del Paese, saranno costrette ora a comperare riducendo di 2 terzi la spesa. Qualche esempio: «Gli steli femorali, cioè i dispositivi usati per le protesi all´anca – spiega Alessi – hanno un prezzo di riferimento di 630 euro l´uno. Quelli che noi comperiamo, ad avanzata tecnologica che garantiscono una funzionale riuscita dell´intervento costano 858 euro. Dobbiamo tagliare del 36% la spesa con il rischio di abbassare gli standard di prestazione, perché costretti ad acquistare protesi inferiori per costo e qualità e quindi risultati».

«Fin che ci chiedono di tagliare la qualità della carta da fotocopie o la frequenza del servizio pulizia negli uffici – conclude il dg – ma si parla di servizi essenziali per i cittadini. Questi tagli mostrano la compressione e la dequalificazione del servizio. Da parte mia non interverrò mai su un ortopedico o un chirurgo per costringerlo ad usare un inserto o una protesi diversa da quella ritenuta più utile per la salute del paziente».

Il Giornale di Vicenza – 23 agosto 2012

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