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Tamponi e minacce, l’Ulss 3 chiude: “Intimidazioni ai sanitari di Mestre, costretti a farsi scortare”. Covid hotel pieni di turisti e badanti

IL GAZZETTINO. Adesso basta. Da oggi l’Ulss 3 non ammette più l’accesso libero in alcuna delle sue postazioni tamponi e, allo stesso tempo, vieta il test a chi venga a chiederlo da fuori, da altra azienda sanitaria. L’annuncio è del direttore generale Edgardo Contato che così ha reagito ai nuovi episodi d’intimidazione avvenuti l’altra sera ai danni di più sanitari nei Drive-through, dove si accede in auto, alcuni dei quali sono finiti sotto scorta per riuscire a consegnare i referti. D’ora in avanti, per fare un tampone bisognerà presentarsi con la prenotazione, la ricetta del medico richiedente e la tessera sanitaria. Altrimenti si viene respinti. Finora gli accessi liberi sono stati ogni giorno migliaia e circa la metà degli utenti in coda nei vari Drive, 1.300 su 2.600.

BASTA AGGRESSIONI L’Ulss stigmatizza gli eccessi e i comportamenti sopra le righe. Già nelle settimane scorse il clima si era surriscaldato e c’erano state tensioni e aggressioni, anche fisiche: al PalaExpo un energumeno aveva scagliato un pugno a un operatore che aveva avuto l’istinto di scansarsi, facendolo finire addosso a una vetrata; mentre in piazzale Giustiniani un addetto era stato investito da una macchina e costretto a recarsi in Pronto soccorso in ambulanza. Adesso, in un periodo di fortissima richiesta di tamponi, sono tornate a soffiare forti le proteste e le minacce. Dopo il caos che si registra da ormai tre settimane in tutta la provincia, con lunghe code e tempi d’attesa infiniti nei pressi delle varie postazioni, l’Ulss ha potenziato il servizio ampliando le sedi col coinvolgimento dei privati – ora ce ne sono in tutto 33 – e aumentando gli slot a disposizione. Il problema, però, è che già nel giro di un giorno dall’attivazione del canale di prenotazione, sul suo sito, la disponibilità è esaurita in più parti: nei Drive di Mestre, Dolo, Noale, Chioggia e all’ex Giustinian di Venezia, ma anche in cliniche, centri analisi e laboratori privati assoldati ma già pienissimi.

SEGNALAZIONI «È un disastro, il primo appuntamento lo danno i126. E anche se hai l’urgenza ti mandano via”, denuncia una mamma con due figli positivi. Cosi fioccano le segnalazioni sui social, qualcuno perde il controllo al punto da prendere a male parole gli addetti, pretendere il proseguimento dell’attività oltre l’orario di chiusura nella notte e addirittura forzare con l’auto i new jersey spartitraffico per saltare la fila e guadagnare posizioni. Contato ieri ha inviato una lettera ai sanitari per esprimere vicinanza e solidarietà. “Le pressioni e le intimidazioni che avete dovuto subire ci lasciano sconcertati. A tutela del vostro e nostro lavoro non accettiamo più chi giunga senza la prenotazione, misura che si aggiunge al vasto sforzo di individuazione di nuovi punti cui i cittadini possano rivolgersi». L’obbligo di prenotazione del tampone, che induce il paziente a scegliere sede, data e orario, a partire dall’impegnativa del medico di medicina generale o del Servizio d’Igiene e Sanità pubblica (Sisp), consentirà di sapere con esattezza quanti appuntamenti ci sono al giorno in ogni sede. L’altro provvedimento assunto ieri riguarda il divieto d’accesso per chi arrivi a chiedere il tampone da zone di competenza di altra Ulss. Infine, oggi a Venezia apre la nuova postazione al terminal del porto a San Basilio, con accesso dalle Zattere, al posto di quella all’ex Giustinian.

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