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Riforma. Gabellieri pronti a riscuotere, ecco «EquiVerona»

La riforma. I distinguo di Venezia e Padova. Entro l’anno tutti dovrebbero disdettare Equitalia. I precursori: «Da noi sta funzionando»

VENEZIA — La decisione è stata presa: il Comune di Verona licenzia Equitalia e procede in proprio nell’esazione delle imposte locali concentrando in una nuova struttura comunale tutti i poteri per il recupero delle tasse municipali. «Dall’Imu alla Tia, le bollette e anche le multe – dicono gli uomini del sindaco Flavio Tosi – sarà un fisco più vicino ai cittadini e quindi più attento alle singole situazioni». A sentire palazzo Barbieri che ha messo al lavoro una piccola task force per studiare la strada migliore da percorrere, gli esempi non mancano: il Comune di Roma, dove il sindaco Gianni Alemanno ha creato Equiroma o quelli di Bologna, di Napoli o di Torino che hanno studiato altre soluzioni tecniche per adeguarsi alla legge che impone ai municipi di trovare una nuova agenzia di riscossione per le imposte comunali entro il 31 dicembre di quest’anno.

In realtà gli esempi non mancano nemmeno in Veneto. Tra i capoluoghi, il primo a sbarazzarsi (parzialmente) di Equitalia è stato proprio quello di Regione. Già a marzo scorso Venezia ha rescisso il contratto per quanto riguarda le morosità degli affitti delle case popolari e per quanto riguarda quelle imposte che possono avere conseguenze di carattere sociale. «Abbiamo deciso che dei pagamenti più delicati si occupa una nostra partecipata, Insula, che può valutare caso per caso e ricorrere anche ai servizi sociali per evitare traumi», spiega il vicesindaco di Venezia Sandro Simionato ricordando che anche i rifiuti, il gas, l’acqua e la luce vengono riscossi direttamente da Veritas, la multiutility del Comune lagunare. «Per le multe ci siamo fermati perché la legge non è chiara e aspettiamo di capire come andrà con il 31 dicembre», conclude Simionato. Anche Padova ha un sistema parzialmente alternativo ad Equitalia per riscuotere i debiti. Il settore tributi valuta i singoli casi e decide di volta in volta se fare una segnalazione ai servizi sociali o a Equitalia a seconda delle motivazioni del mancato pagamento. «Se si tratta di qualcuno che è in difficoltà vediamo come intervenire – spiega l’assessore padovano Umberto Zampieri – se invece si tratta di un evasore senza giustificazioni lo segnaliamo a Equitalia.

Comunque sono pochissime le segnalazioni: stiamo parlando di poco meno di 200 mila euro su più di 100 milioni di euro di imposte locali». Resta il fatto che al momento nessun capoluogo ha terminato l’iter per liberarsi completamente dall’agenzia di riscossione crediti statale e non è ancora chiaro che cosa succederà il primo settembre del 2012 quando entrerà in vigore la legge 106 del 2011 che prevede da parte dei Comuni una gestione autonoma dell’attività di riscossione. La maggior parte dei Comuni infatti sta aspettando di capire quale sarà la proposta dell’Anci nazionale che ha allo studio una serie di task force regionali e se ci sarà un’ulteriore proroga dei termini di legge (la rescissione da parte di Equitalia doveva avvenire il 31 dicembre dell’anno scorso ma l’Anci ha chiesto un anno in più). «Noi abbiamo anticipato i tempi – interviene il sindaco di Calalzo Luca De Carlo – Abbiamo deciso di affidare il recupero crediti alla comunità montana di Val Belluna che è decisamente più economica e meno carogna di Equitalia».

Per De Carlo infatti il problema si palesa quando Equitalia toglie la casa a qualcuno e poi i servizi sociali del Comune devono trovargliela. Lo stesso iter è stato completato dal sindaco di San Donà Francesca Zaccariotto quest’estate mentre il primo cittadino di Albignasego Massimiliano Barison sta organizzandosi in un consorzio con i comuni padovani circostanti. «La Regione ha già pronta una legge per creare un’agenzia che si chiamerà Veneto Entrate – sottolinea l’assessore regionale al Bilancio Roberto Ciambetti – ma il problema per il momento non è Equitalia, ma la legge di riscossione. Se noi creassimo un’agenzia regionale dovrebbe comportarsi esattamente come fa oggi Equitalia perché le regole sarebbero le stesse».

Corriere Veneto –  settembre 2012

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