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Tasse: il 730? Resta ancora «fai da te». Spese mediche solo dal 2016. I commercialisti criticano il sistema: fa aumentare controlli e rischi di errori

di Isidoro Trovato. Siamo nell’era del Fisco fai da te. Almeno questa è l’intenzione. Con le semplificazioni tributarie parte l’operazione 730 precompilato a domicilio del contribuente. Una rivoluzione, però, che rischia di rimanere incompiuta visto che potrebbero essere tanti i dati che rimarrebbero esclusi dalla dichiarazione precompilata obbligando il contribuente a non accettarla e quindi modificarla prima di trasmetterla all’Agenzia delle Entrate.

Come funziona

Dal 15 aprile i contribuenti potranno consultare on line sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dotandosi di una user ed una password di accesso, il proprio modello 730 precompilato. Lo stesso potrà essere confermato cosi com’è e quindi inviato all’Agenzia sempre on line, oppure si potrà chiedere ad un professionista abilitato o a un Caf di apportare modifiche, includere dati non presenti nel precompilato e farlo inviare all’Agenzia in modo tradizionale.

L’obiettivo primario del 730 precompilato è facilitare i contribuenti in modo che non modifichino il modello inviato dal Fisco confermando i dati inseriti. Ebbene, al primo anno questo obiettivo non verrà centrato. Per l’anno 2014, infatti, mancheranno nei modelli 730 inviati ai contribuenti le spese mediche effettuate. Questo perché i dati sul sistema sanitario verranno acquisiti per le spese effettuate nell’anno 2015. Alla luce di ciò, si stima che oltre il 90% dei modelli 730 precompilati saranno da modificare visto che la maggior parte dei modelli contiene la detrazione delle spese mediche.

Le modifiche

Visto che il fine ultimo del provvedimento è la semplificazione, la nuova norma ritiene veritiere, e senza margine di errore, le dichiarazioni precompilate mentre, di contro, metterà al setaccio quelle integrate e modificate. In attesa della circolare interpretativa dell’Agenzia delle Entrate, la dichiarazione modificata dovrà essere dotata del visto di conformità. Che cosa succede se la dichiarazione modificata risultasse non veritiera? Scatterà un addebito di sanzioni ai Caf ed ai professionisti abilitati che presteranno assistenza fiscale al contribuente. Se la dichiarazione dovesse risultare errata o infedele, il professionista intermediario diventa responsabile nei confronti dell’Erario del pagamento della maggiore imposta liquidata, delle sanzioni e degli interessi.

L’Agenzia delle entrate

Chiaramente cosi com’è strutturato il provvedimento crea qualche problema applicativo ma anche polemiche e proteste. Non a caso consulenti del lavoro e commercialisti contestano un meccanismo che comporterà di sicuro una serie di controlli che aumenteranno il carico di lavoro negli studi professionali ma anche il rischio (per i professionisti) di dover rispondere in prima persona degli eventuali errori. La tensione è talmente salita che c’è anche chi ipotizza un rifiuto collettivo di assistere il contribuente per evitare sanzioni dalla compilazione della dichiarazione con dati che comunque provengono dal contribuente. È evidente che solo le note dell’Agenzia delle entrate potranno chiarire meglio i confini delle responsabilità. «Al di là di ogni polemica di parte – precisa Marina Calderone, presidente dei consulenti del lavoro – si tratta di una novità che al momento non sembra innovativa e che attende interventi significativi e risolutivi dell’Agenzia delle entrate».

2 gennaio 2015 | Corriere.it 

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