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Tasse. La stangata di fine anno diventa ancora più pesante

Gianni Trovati. La stangata di fine anno diventa ancora più pesante Un saldo pesantissimo a dicembre, e aggravato da una «maggiorazione» che a questo punto sembra aver perso ogni giustificazione ufficiale per la propria esistenza.

È questo il rischio più evidente nell’ipotesi di intervento sulla Tares prospettato ieri dal Governo, che rivede il calendario dei pagamenti senza modificare però di una virgola il conto finale previsto per il nuovo tributo. Con tutti i difetti di un prelievo nato male e gestito peggio nella sua fase di debutto, l’unica soluzione vera passa dal rinvio al 2014, trovando nel frattempo i modi per rendere più razionale il meccanismo. «Per evitare gli aumenti Iva e Tares – ha spiegato ieri sera il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, serve una strategia economica di medio periodo»: non proprio una caratteristica impensabile per una classe politica e di governo, anche in tempi difficili come questi. Senza questa strategia, in effetti, non ci si può aspettare che micro-interventi, lontanissimi dalla sfida che si deve affrontare. Nell’ipotesi illustrata ieri dal Governo non mancano note positive, certo. Evitare alle aziende di igiene urbana una crisi di liquidità in grado di paralizzare la raccolta dei rifiuti in tutta Italia, è un’ottima mossa. Anche far cadere la finzione che ufficialmente legava la maggiorazione Tares all’esigenza di finanziare i «servizi indivisibili» dei Comuni, mentre in realtà serve al bilancio dello Stato, è un passo in avanti nel nome della chiarezza. All’inizio, la «tassa sui servizi» era stata ipotizzata dal federalismo fiscale per far pagare le attività comunali ai residenti, che non erano coinvolti nel finanziamento perché l’Imu escludeva l’abitazione principale: con la nuova Imu “onnivora” è stato trasformato in un tributo comunale nella forma e statale nella sostanza, perché chiamato esclusivamente a coprire un taglio statale. Ora la maschera cade, e l’ipotesi illustrata ieri propone di versare direttamente questo tributo allo Stato, mala domanda è legittima: per finanziare che cosa? Su quale giustificazione poggia l’introduzione di una mini-patrimoniale senza patrimonio, che colpisce anche chi è in affitto, e più in generale chi occupa «a qualsiasi titolo» un immobile La motivazione, naturalmente, è solo contabile, ed è la stessa che rischia di portare super-aumenti per la Tares-rifiuti nei 6.700 Comuni che nel 2012 applicavano ancora la Tarsu. Senza dubbio una concezione ordinata della fiscalità prevede che un tributo copra «integralmente» i costi del servizio a cui è collegato: ma la «tariffa rifiuti» (Tia), che aveva questa caratteristica, esiste dal 1997 ed è stata di fatto lasciata naufragare nell’indifferenza e nelle difficoltà applicative. Ora voler recuperare in tre mesi un ritardo di 16 anni rischia di non essere un’ottima idea, anche perché con questi criteri ogni “sconto” di maggio si tradurrà in un aumento del conguaglio di dicembre: quando bisognerà pagare anche la maggiorazione, il saldo Imu, il conguaglio Irpef, il secondo acconto Ires…

Il sole 24 Ore – 4 marzo 2013

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