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Tensioni sui dati regionali. I medici: il blocco sia totale. La cabina di regia è slittata a oggi. Ricciardi: governo lento nelle decisioni

Il Corriere della Sera. Il ministro della Salute Roberto Speranza è pronto a dare il via libera a nuove restrizioni, perché ci sono altri territori dove il livello di rischio è più alto rispetto alla media nazionale: «Se verifico che c’è un rischio, io non ho paura di firmare». Oggi stesso alcune regioni passeranno dalla zona gialla a quella arancione, un salto che impone ai cittadini misure più rigide di contenimento del virus. E mentre alcune Regioni si oppongono, l’Alto Adige sceglie di entrare in zona rossa prima ancora che i tecnici del governo le impongano di cambiare colore. Nelle ultime 24 ore la Provincia di Bolzano ha registrato 781 nuovi casi su 2.998 tamponi e quattro decessi. «La situazione è molto critica», ha preso atto il presidente Arno Kompatscher prima di firmare l’ordinanza.

Lo scenario è grave in tutto il Paese. Il presidente della Federazione degli ordini dei medici, Filippo Anelli, implora misure ancora più drastiche: «La situazione tra un mese sarà drammatica, serve un lockdown totale in tutto il Paese». Il sistema sanitario non tiene, presto le aree gialle si potrebbero trovare nelle stesse condizioni di quelle che adesso sono rosse: «Con la media attuale, in un mese arriveremmo ad ulteriori 10 mila decessi». In linea il consulente del ministro Speranza Walter Ricciardi che sollecita una «chiusura totale delle aree metropolitane» e accusa il governo di essere «troppo lento nelle decisioni».

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha scritto al premier Giuseppe Conte: «In Sicilia si va verso una strage annunciata. Se è vero che nei pronto soccorso manca l’ossigeno e che nei reparti ospedalieri si è cominciato a scegliere quali pazienti provare a salvare e quali no, si prefigurano scenari da medicina di guerra». Altrettanto forte la preoccupazione del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: «Proclamare la Campania zona rossa è una decisione inevitabile, anzi tardiva».

Tra governo e Regioni il livello dello scontro resta alto, i dati arrivano in ritardo e spesso sono incompleti. La cabina di regia che deve esaminare i numeri è saltata e così la riunione del Cts che deve esprimere il parere prima dell’ordinanza per l’attribuzione della fascia di rischio. Proteste e polemiche non si fermano e il ministro della Salute avverte i governatori: «Sarebbe un reato grave dare dei dati falsi». L’eurodeputato di Forza Italia Antonio Tajani, a Punto Europa, si dice poco convinto della valutazione sulla Campania: «Le regioni di centrosinistra aperte e quelle di centrodestra chiuse… Gli interessi economici e i diritti sono uguali per tutti». Critiche che il governo respinge con forza. Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia chiede di rispettare il sistema di monitoraggio, che è in vigore da 24 settimane ed è condiviso: «Dobbiamo credere nel rigore e nell’attenzione di coloro che ogni settimana ci rappresentano i dati. La politica deve prendere decisioni spesso scomode».

Speranza, intervistato da Lucia Annunziata su Rai3, smentisce che le ordinanze siano condizionate dalla politica: «Scarsa trasparenza? I dati sono pubblici. Il percorso è condiviso con le Regioni». Poi la cabina di regia incrocia e analizza i dati: «Io sono il ministro della Salute e non ho paura di firmare ordinanze pesanti se sarà utile al Paese. È un lavoro nobile, non un lavoro sporco». Ma perché si è assunto l’onere di far scattare i lockdown? La firma è «condivisa da tutto il governo, in piena sintonia con il premier Conte e i ministri». Quanto al vaccino, il ministro confida che «la distribuzione massiva arriverà alla fine del primo trimestre o del primo quadrimestre del 2021».

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