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Teramo. Zooprofilattico, il no del ministro: «Mattioli non ha i requisiti». La Regione rimodula il decreto di nomina ma va avanti. Resta il dubbio sull’arrivo di un commissario

E’ stata una prova di muscoli la nomina dell’ex rettore Mauro Mattioli alla direzione generale dell’Istituto zooprofilattico di Teramo. L’indiscrezione circolata sulla sua bocciatura da parte del direttore generale della sanità animale del ministero della Salute, Silvio Borrello, che lo riteneva privo di requisiti, e bollata da D’Alfonso come «chiacchiere da bar», si è trasformata nel “no” ufficiale del ministro in una lettera recapitata lunedì 11 gennaio.

Mattioli era stato già nominato sabato, per questo il decreto di D’Alfonso è stato rimodulato lunedì in una nuova versione che però non ha cambiato la sostanza. La Regione ha preso atto, ma va avanti.

Nella lettera a firma del ministro Beatrice Lorenzin, pubblicata ieri dal blog “Maperò” della giornalista Lilli Mandara, si leggono due contestazioni mosse dal ministero. La prima indica Mattioli fuori dall’elenco dei candidati idonei. «In merito alla procedura di valutazione delle idoneità», scrive il ministro, «ritengo necessario evidenziare che nel verbale della quarta riunione della commissione per la selezione degli aspiranti idonei, il professor Mattioli non risulta formalmente nella tabella degli idonei all’incarico». Il ministero a prova di questo ricorda che i verbali non sono stati firmati dal commissario espressione dell’Agenas a testimonianza del disaccordo della commissione sulle idoneità di Mattioli. La seconda contestazione riguarda i requisiti del curriculum del docente universitario. «Non sembrerebbe sussistere in capo a Mattioli il requisito della comprovata esperienza nell’ambito della sanità pubblica veterinaria nazionale e internazionale e della sicurezza degli alimenti». Da qui il giudizio: «Non è possibile esprimere parere favorevole in merito alla proposta di nomina in esame».

D’Alfonso, che più volte ha ricordato che la designazione era di competenza delle Regioni Abruzzo e Molise “sentito” il ministero, dunque una sorta di mera notifica, ha risposto con un secondo decreto di nomina, perfezionato rispetto alla prima elaborazione con le controdeduzioni rese al ministero. Nelle motivazioni con cui D’Alfonso ha ritenuto di tirare dritto si apprende che Mattioli è stato ritenuto dalla commissione un candidato idoneo, ma semplicemente il suo nominativo non era nella tabella presa in considerazione perché a differenza degli altri tre candidati, sul suo nome non c’era l’unanimità, ma solo il giudizio favorevole di 4 commissari su 5. Nel decreto si ricorda anche al ministro che è la collegialità della commissione ad avere titolo sull’attribuzione dell’idoneità e che Mattioli è il candidato che interpreta al meglio i progetti di sviluppo che la Regione inquadra per l’Izs. D’Alfonso sostiene che nell’ottica di una collaborazione tra Izs e l’università, come si evince dai progetti inseriti nel Masterplan che vedono la nascita un centro di ricerca europeo e un incubatore di nuove aziende da parte dei due soggetti, Mattioli è la persona che incarna al meglio gli obiettivi della Regione.

Resta da capire ora se la lettera della Lorenzin rappresenta l’anticamera di un commissariamento (che tuttavia nella nota del ministero non è minacciato) o solo la traccia di una distanza nei rapporti istituzionali.

Marianna De Troia – Il Centro di Teramo – 14 gennaio 2016 

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