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Terra dei fuochi: il decreto è legge. Bruciare rifiuti diventa reato. Via a screening sanitario di massa

L’Assemblea del Senato ha dato il via libera definitivo, con 174 sì, 58 no e 12 astenuti, e senza modiche rispetto al testo della Camera, dati i tempi strettissimi (il decreto scade l’8 febbraio) al provvedimento con le norme per affrontare l’emergenza rifiuti nella Terra dei Fuochi e in Puglia, con i 50 milioni di euro per il 2014-2015 destinati allo screening sanitario gratuito delle popolazioni delle aree inquinate di Caserta e dintorni ma anche di Taranto e Statte in relazione all’Ilva. Il testo

La partita sanitaria è sicuramente una delle più rilevanti: oltre agli screening, il testo prevede l’aggiornamento e la pubblicazione dello studio Sentieri e il potenziamento degli studi epidemiologici. Oltre alla partita “sanitaria”, i miglioramenti introdotti riguardano la possibilità di usare i beni confiscati alla criminalità organizzata per il risanamento ambientale della Terra dei Fuochi, un rafforzamento degli strumenti di informazione e partecipazione dei cittadini e un maggiore sostegno alla filiera agroalimentare della Campania. Importanti anche la mappatura dei terreni inquinati che non possono essere usati per le colture alimentari e la possibilità di ricorrere all’esercito per contrastare più efficacemente l’illegalità e le ecomafie. Introdotte poi nuove tipologie reato e nuovi strumenti di interdizione alla criminalità.

Resta in piedi quindi la preoccupazione delle Regioni (VEDI) che per fare spazio ai programmi di diagnostica precoce senza oneri di compartecipazione della popolazione, i 50 milioni siano attinti dal fondo 2013, secondo il meccanismo descritto dalla legge 662/1996 («Misure di razionalizzazione della finanza pubblica»). Il riferimento della legge è ai fondi vincolati per gli obiettivi di piano, ma la previsione è anche che, in caso questi fossero già impegnati (e lo sono tutti nel riparto 2013, il primo disponibile visto che del riparto 2014 ancora neppure si parla), si possa attingere dalle risorse di parte corrente, che in questo caso devono ancora essere ufficialmente assegnate e nonostante si tratti del riparto 2013 e il “prelievo” sia relativo agli anni 2014 e 2015, la paura dei governatori è che la previsione possa incidere proprio sulle prime somme utili per dare applicazione alla norma, se definitivamente approvata

Il Sole 24 Ore sanità – 6 febbraio 2014 

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