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Terra dei fuochi, via libera della Camera al decreto legge. Confermati i 50 milioni per gli screening sanitari

Con 268 sì, 2 no e 15 astenuti la Camera ha approvato il decreto con le norme per affrontare l’emergenza rifiuti nella Terra dei Fuochi e in Puglia, con i 50 milioni di euro per il 2014-2015 destinati allo screening sanitario gratuito delle popolazioni delle aree inquinate di Caserta e dintorni ma anche di Taranto e Statte in relazione all’Ilva.

Il provvedimento passa ora al Senato per la conversione definitiva in legge. Esulta il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando: «Si tratta di una risposta non solo di repressione ma anche di rigenerazione di un territorio per la riscossa di un territorio che ha già pagato tanto, troppo». E su twitter rincara: «Lo Stato c’è! Grazie a cittadini che si sono mobilitati, a don Patriciello, al vigile Liguori».

Con questo testo – gli fa eco Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera – «le istituzioni danno una risposta forte contro le illegalità e l’ecomafia, a tutela del diritto alla salute dei cittadini e a difesa dell’ambiente». Realacci ricorda come il decreto sia stato «molto rafforzato» rispetto a quello che era stato licenziato in Consiglio dei Ministri, grazie a «un positivo e intenso lavoro comune portato avanti da maggioranza e opposizione, anche con il ministro Orlando, sia in commissione Ambiente che in aula».

La partita sanitaria è sicuramente una delle più rilevanti: oltre agli screening, il testo prevede l’aggiornamento e la pubblicazione dello studio Sentieri e il potenziamento degli studi epidemiologici. Oltre alla partita “sanitaria”, i miglioramenti introdotti riguardano la possibilità di usare i beni confiscati alla criminalità organizzata per il risanamento ambientale della Terra dei Fuochi, un rafforzamento degli strumenti di informazione e partecipazione dei cittadini e un maggiore sostegno alla filiera agroalimentare della Campania. Importanti anche la mappatura dei terreni inquinati che non possono essere usati per le colture alimentari e la possibilità di ricorrere all’esercito per contrastare più efficacemente l’illegalità e le ecomafie. Introdotte poi nuove tipologie reato e nuovi strumenti di interdizione alla criminalità.

«L’introduzione del reato di combustione dei rifiuti – precisa Realacci – potrà essere ulteriormente rafforzata dal testo unificato sui delitti ambientali, nato a partire delle proposte presentate da me e dai colleghi Micillo e Pellegrino e che è all’esame della Camera. Sul fronte Ilva, infine, si forniscono strumenti per assicurare che le ingenti risorse necessarie per il risanamento ambientale dell’acciaieria di Taranto siano interamente a carico degli azionisti e quindi innanzitutto della famiglia Riva».

Il Sole 24 Ore sanità – 1 febbraio 2014

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