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Terzo rapporto sulla contrattazione integrativa. L’Area III e l’Area IV per la prima volta entrano nel monitoraggio Aran. Il documento

L’Aran ha pubblicato il terzo Rapporto sul “Monitoraggio della contrattazione integrativa. Anno 2013”. Il Rapporto presenta le risultanze del monitoraggio sull’applicazione dei contratti collettivi nazionali e sulla contrattazione collettiva integrativa, l’effettività e la congruenza della ripartizione fra le materie regolate dalla legge, quelle di competenza della contrattazione nazionale e quelle di competenza dei contratti integrativi, nonché le principali criticità emerse in sede di contrattazione.

Il rapporto viene presentato annualmente al Dipartimento della funzione pubblica, al Ministero dell’economia e delle finanze nonché ai comitati di  settore.  Per la prima volta l’analisi viene estesa al comparto di gran lunga più numeroso, il Servizio sanitario nazionale: l’area III “Sanitaria professionale tecnica ed amministrativa” e l’area IV “Medica e veterinaria” comprendono oltre 133.000 addetti, pari all’84% della dirigenza pubblica di riferimento Aran. Rispetto al 2012, il monitoraggio ha riguardato la totalità degli enti del Ssn, per complessive 294 amministrazioni, da cui sono pervenuti 110 contratti.

Il Rapporto ha dunque iniziato l’esplorazione del settore dirigenziale: i contratti provenienti dalle amministrazioni relativi alle aree dirigenziali sono stati 33 per l’Area Medica e veterinaria (Area IV) e 30 per l’area Sanitaria professionale tecnica ed amministrativa (Area III).

“Come di consueto, nei contratti analizzati sono soprattutto presenti materie di carattere prettamente economico – rileva l’Aran – ma rispetto al 2012, come anche rilevato nel settore degli enti locali, si nota un aumento delle materie a carattere economico contrattate. Appare come una sorta di “raschiamento del barile” per riuscire a utilizzare tutte le risorse economico/contrattuali utilizzabili”.

Rispetto all’anno precedente vi è anche una riduzione del settore delle materie non (o non più) contrattabili. Se nel 2012 l’ambito della non trattabilità raggiungeva la significativa percentuale del 33,3%, oggi il dato scende al 10,4% nel comparto, mentre per la dirigenza Spta (Area III Sanitaria professionale tecnica ed amministrativa) la percentuale è del 4,9% e per la dirigenza medica (Area IV) del 6,7%.

Nelle conclusioni generali, relative a tutti i comparti,  l’Aran fa presente che: “La mancanza dei rinnovi contrattuali (siamo ormai al quinto anno) non può fare altro che riflettersi sulla vivacità e adeguatezza della contrattazione integrativa.

Certamente può essere considerato un elemento interessante il fatto che la contrattazione di secondo livello utilizzi e rimetta mano a tutte le varie voci retributive e indennitarie presenti nei vari CCNL di comparto.

Si tratta ovviamente di una attenzione tutta rivolta a recuperare margini retributivi e difficilmente orientata ad un utilizzo “virtuoso” delle voci contrattuali. Semmai può costituire un utile memento per la contrattazione nazionale quando si riaprirà. Ossia una indicazione per accorpare e ristrutturare le varie voci retributive in istituti più dinamici, più semplici da gestire e più congrui economicamente.

Permangono le valutazioni, già esposte nel Rapporto 2012, sulla persistenza di una percentuale significativa di materie non contrattabili, prevalentemente, ma non solo, nei settori della Scuola e Afam.

Se la tendenza della contrattazione ad invadere campi non suoi era già presente, ora , dopo il D. Lgs. n. 150/2009, con materie sottratte in tutto o in parte ad essa, la questione rimane sempre molto problematica.

Certamente, pesa la mancanza di contratti nazionali che prendano atto o intervengano sulle questioni più controverse e, nello stesso tempo, a fronte di una stasi retributiva e, quindi, non avendo a disposizione molte leve di incentivazione dei dipendenti, la dirigenza pare spesso restia a modificare gli assetti consolidati delle relazioni sindacali.

In questa situazione congelata, la regolazione del rapporto di lavoro pubblico appare sempre più demandata all’intervento legislativo”.

Rapporto annuale Aran relativo al monitoraggio dei contratti integrativi 2013

A cura della Segreteria FVM – 18 febbraio 2015 

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