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Test e modalità di esecuzione condotti su partite di carne fresca bovina spedite dall’Italia in Israele: nota di chiarimenti dal Ministero della Salute

Dal 1 luglio 2019, come comunicano le Autorità israeliane, le partite di carne bovina fresca inviate in Israele da Paesi terzi (inclusa quindi l’Italia), devono essere esenti da patogeni che possono rappresentare un rischio per la salute umana. Pertanto saranno sottoposte al test per la ricerca di shiga-tossina prodotta da Escherichia coli (STEC). I servizi veterinari israeliani (IVSAH) richiedono che ogni stabilimento che esporta abbia un porgramma di riduzione degli agenti patogeni che includa la ricerca di STEC. Al fine di integrare l’HACCP, gli Israeliani ritengono obbligatorio stabilire degli standard di prestazione di sicurezza alimentare per i microrganismi patogeni sulla carne cruda per la riduzione della contaminazione da SalmonellaE. coli ed Enterobatteriacee delle carcasse grezze al fine di verificare l’influenza/l’effetto dei sistemi HACCP-SSOP-SPS nell’igiene finale delle carcasse di bovini/ovini. Questi standard di prestazione servono a misurare l’efficacia del funzionamento dei sistemi HACCP nell’affrontare i rischi per la sicurezza alimentare. Gli stabilimenti che esportano dovranno, pertanto, eseguire un test microbico giornaliero per SalmonellaE. coli ed Enteorbatteriacee per verificare l’espletamento del programma ufficiale. La nota ministeriale reca inoltre le informazioni riguardanti le modalità di esecuzione del test per la ricerca della STEC in base agli elementi di chiarimento forniti dalle Autorità israeliane. Clicca qui per leggere la nota completa.

Chiarimenti Nota

 

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