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Test d’ingresso Medicina. Anaao: «Ulteriore limitazione diritto allo studio»

Così il sindacato della dirigenza medica ha commentato l’anticipo di circa 40 giorni della prova adottato con un “blitz” del Governo. “Non sarà questo a metterci al passo con l’Europa. Se l’intento è ridurre i tempi morti, meglio rendere i corsi di laurea già abilitanti alla professione eliminando il tirocinio”.

“Un Governo in articulo mortis in piena campagna elettorale continua a adottare provvedimenti legislativi, che camuffati da buone intenzioni, in realtà non sono altro che blitz. E si vogliono far passare riforme importanti e strutturali, come quelle del test d’ingresso a Medicina, con la scorciatoia dei Decreti”. Questo il commento dell’Anaao Assomed al provvedimento che ha anticipato il test d’ingresso universitario per le Facoltà a numero chiuso di Medicina e Odontoiatria al 23 luglio.

“L’esame di ammissione all’Università è impegnativo, soprattutto dopo aver sostenuto il primo grande esame della vita di uno studente, cioè la maturità. Un mese di tempo è già poco per la preparazione di un test il cui risultato segnerà profondamente tutta la vita e il proprio percorso professionale”, ha ricordato il sindacato.

“Non sarà certamente anticipare di circa 40 giorni il test a Medicina che ci mette al passo con l’Europa. Meglio sarebbe allinearsi agli standard europei in altri ambiti, quali la organizzazione dei tirocini pratici e della attività clinica durante i 6 anni di corso – ha ribadito l’Anaao – né il Ministro dell’Università, Francesco Profumo, si degna di spiegare perché l’esame di ammissione alle professioni sanitarie rimane a settembre, mentre quello per medicina e veterinaria si anticipa a luglio. Si è convinti dell’utilità generale dell’anticipo per tutte le lauree a numero chiuso o si va per tentativi che nascondono retro pensieri?”.

Se l’intento è ridurre i tempi morti, il sindacato della dirigenza medica suggerisce piuttosto di rendere i corsi di laurea già abilitanti alla professione eliminando il tempo morto del tirocinio e dell’ esame di stato e velocizzando l’ingresso nel mondo del lavoro.

“Invece di un cambiamento radicale che superi i quiz alla ‘grattachecca’ o al ‘nome dell’asino di Garibaldi’ per sposare il modello francese della selezione sul campo – ha concluso l’Anaao – il Ministro, che sarà ricordato per aver utilizzato la legge di spending review della sanità per prorogare l’incarico dei colleghi Rettori, tenta di camuffare una ulteriore limitazione del diritto allo studio come chance per gli studenti”.

 Quotidiano sanità – 23 febbraio 2013

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