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Test rapidi, nuova diffida Anaao alle Ulss. “Sviata interpretazione dei vertici della sanità veneta della Circolare sulle strategie di testing e screening”

Il sindacato chiede che siano utilizzati i test molecolari: “Dalla circolare ministeriale dell’8 gennaio si evince chiaramente che in contesti sanitari debbano essere utilizzati i test molecolari (che rappresentano la metodica gold standard internazionale) e, solo ove ciò sia impossibile o qualora si debbano adottare rapidissime misure di sanità pubblica, potranno essere utilizzati i test antigenici rapidi preferibilmente di terza generazione a cadenze ravvicinate”. LA DIFFIDA

Anaao Assomed del Veneto comunica che in data odierna ha inviato, per il tramite del proprio legale, avv. Federico Pagetta, una nuova diffida a tutte le Aziende sanitarie del Veneto affinché vengano utilizzati i tamponi molecolari per la biosorveglianza periodica del personale sanitario.

La nuova diffida, trasmessa per conoscenza anche alla Regione, si è resa necessaria a seguito delle dichiarazioni rese alla stampa dai vertici regionali della Sanità veneta i quali, nella difficoltà di avallare il proprio precedente operato, hanno fornito una non corretta interpretazione della circolare del Ministero della Salute avente ad oggetto “Aggiornamento della definizione di caso COVID-19 e strategie di testing”.

Già la precedente nostra diffida aveva stigmatizzato l’indicazione regionale alle Aziende sanitarie, contenuta nella delibera di Giunta n. 1422 del 21.10.2020, di utilizzare esclusivamente i test antigenici rapidi nel monitoraggio del personale sanitario prevedendo, solo in caso di esito positivo del test, la conferma con il test molecolare.

Ebbene, diversamente da quanto dichiarato alla stampa, dalla semplice lettura del testo della circolare si evince chiaramente che in contesti sanitari debbano essere utilizzati i test molecolari (che rappresentano la metodica gold standard internazionale) e, solo ove ciò sia impossibile o qualora si debbano adottare rapidissime misure di sanità pubblica, potranno essere utilizzati i test antigenici rapidi preferibilmente di terza generazione.

Ma la circolare fornisce anche un’altra indicazione importante laddove prevede che, in caso di esito negativo del test antigenico rapido di prima o seconda generazione effettuato su soggetto asintomatico, in un contesto ad alta prevalenza (come quello sanitario attuale), dovrà seguire un ulteriore test molecolare ovvero un test antigenico rapido di ultima generazione ovvero ancora, ma in subordine, un altro test antigenico rapido di prima o seconda generazione dopo 2-4 giorni (cfr. diagramma allegato alla circolare ministeriale dell’8 gennaio 2021).

In buona sostanza, la circolare ministeriale dell’8 gennaio u.s. sconfessa l’impostazione regionale di eleggere il test antigenico rapido di prima e di seconda generazione a metodica “di riferimento” per la biosorveglianza del personale sanitario del virus Sars Covid 2 e di prevedere altresì l’utilizzo del test molecolare solo in caso di esito “positivo” del test antigenico rapido.

Diversamente da quanto previsto dall’Esecutivo regionale del Veneto nella delibera del 21 ottobre 2020, il Ministero della Salute si è, infatti posto il problema dell’alto rischio di proliferazione del contagio generato dai falsi  esiti   negativi   causati   dalla   bassa   affidabilità  delle  precedenti generazioni di test antigenici rapidi, rischio che Anaao Assomed aveva già evidenziato nella precedente diffida del 23 dicembre 2020.

La scrivente Associazione sindacale ritiene altresì necessario sottolineare come non corrisponda al vero neppure che i test antigenici rapidi di terza o ultima generazione siano equivalenti ai test molecolari; la circolare in questione è, infatti, molto chiara nel precisare che tali test hanno sensibilità e specificità “quasi sovrapponibile” (ma, dunque, “non identica”) alla biologia molecolare in RT-PCR.

Se ciò vale per i test antigenici rapidi di terza generazione i quali, diversamente da quanto è stato dichiarato pubblicamente sulla stampa, sono utilizzati soltanto da alcune Aziende sanitarie del Veneto e da non più di un mese, a maggior ragione si può affermare i test antigenici rapidi di prima e di seconda generazione (quelli oggetto della delibera di Giunta regionale n. 1422 del 21 ottobre 2020) siano di gran lunga meno affidabili, tant’è vero che il Ministero della Salute impone la conferma dei risultati negativi con il tampone molecolare (prima scelta-gold standard), ovvero con test antigenici rapidi di terza generazione e solo subordinatamente puntando sulla frequenza e sulla tempestività, con altri test antigenici rapidi di vecchia generazione.

Comunicato stampa Anaao Assomed del 12 gennaio 2021

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