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Tetto 300 mila euro agli stipendi nelle aziende statali

Adesso il tetto per i compensi dei manager scende per tutti. Super dirigenti Rai compresi. E scende alla soglia già fissata in precedenza per i grandi dirigenti di Stato: i 300 mila euro del primo presidente della Corte di Cassazione.

Passaggio che in teoria costringerebbe a rivedere, anzi, a dimezzare ad esempio il discusso compenso del nuovo direttore generale di viale Mazzini Luigi Gubitosi, fissato in oltre i 600 mila euro (lordi). In teoria, appunto, dato che una clausola della nuova norma prevede la sua entrata in vigore solo a partire dall’insediamento dei prossimi cda.

Succede che la commissione Bilancio del Senato approvi un emendamento alla spending review presentato dalla Lega che pone un tetto da 300 mila euro agli stipendi dei manager e dei dipendenti delle società partecipate dallo Stato non quotate, Rai compresa dunque. Ma con clausola, appunto: le disposizioni non scatteranno immediatamente ma “si applicano a decorrere dal primo rinnovo dei consigli di amministrazione successivo alla data di entrata in vigore della legge”. Ad oggi sono tanti i manager che valicano e non di poco quella soglia: Mauro Moretti ad di Fs, Massimo Sarmi di Poste italiane, Mauro Masi di Consap, Maurizo Prato del Poligrafico dello Stato, Antonio Mastropasqua presidente Inps. Nei giorni scorsi il neo presidente Rai Anna Maria Tarantola aveva ridotto la propria retribuzione portandola a 300 mila euro lordi.

28 luglio 2012

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