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Titolo V, sindacati medici soddisfatti: «Con la proposta del governo Renzi finalmente un primo stop ai 21 sistemi sanitari»

«Sono soddisfatto che la tutela della salute sia stata riportata sotto la legislazione esclusiva dello Stato, al pari della definizione dei Lea. Il Governo ha recepito le istanze che da più parti chiedevano uno stop alla balcanizzazione della Sanità che la riforma del 2001, e alcune sentenze conseguenti anche se un po’ forzate della Corte Costituzionale, avevano provocato».

Questo il commento al nuovo Titolo V approvato dal Consiglio dei ministri di Riccardo Cassi, presidente degli ospedalieri della Cimo Asmd. Secondo Cassi «così infatti si potrà garantire il diritto alla salute in tutto il territorio nazionale e si toglierà alle Regioni il diritto di veto su ogni tentativo di modifica degli errori della 229, come hanno fatto sia con il DDL sul Governo Clinico, che hanno affossato, e su quello di Balduzzi, che sono riuscite a far modificare in punti che erano invece qualificanti».

Ma accanto a tante luci secondo Cassi ci sono anche le ombre. «Esistono nella proposta di riforma aspetti non chiari, che ci auguriamo vengano superati nel testo definitivo, ma comunque si tratta di un segnale concreto e positivo di una volontà a voler rimediare agli errori del passato. In particolare ci auguriamo che venga rafforzata la “clausola di supremazia” consentendo al Governo la possibilità di un efficace intervento sostitutivo, laddove la politica locale non sia in grado di intervenire. La logica dei piani di rientro solo economici che hanno ridotto le prestazioni ed aumentato le tasse ai cittadini, e nello stesso tempo peggiorato le condizioni di lavoro dei Medici e la sicurezza delle cure, potrà così essere abbandonata».

«Finalmente: se non ora quando!» è il commento di Salvo Calì, segretario generale del Sindacato medici italiani.

Secondo Calì, «le Regioni hanno fallito in questa lunga, interminabile, fase di “malinteso federalismo”: si sono moltiplicate le disfunzioni organizzative e le fughe in avanti sulla pelle dei medici e dei servizi offerti ai cittadini, con un’ingerenza dei partiti e delle clientele nelle Asl e negli ospedali, con enormi sprechi economici e scandali giudiziari. Questo il desolante panorama degli ultimi anni. Quindi un plauso al premier, Matteo Renzi. Questo irresponsabile decentramento non ha funzionato e continua a fare danni, come dimostra anche la nuova bozza per il rinnovo della Convenzione della Sisac, che recepisce le storture della Balduzzi ed è espressione di un approccio culturale approssimativo, e tardivo, rispetto alla domanda di salute e alla necessaria modernizzazione delle cure primarie».

E Calì, con il supporto dell’esecutivo nazionale dello Smi, riunito oggi a Roma, ha affermato: «Lo Stato riprenda in mano la tutela della salute dei cittadini lo chiediamo da anni, spesso in solitudine. Si va verso la fine della sanità gestita da 21 “repubbliche delle banane”. Il Governo vada avanti, senza tentennamenti».

Il Sole 24 Ore sanità – 4 aprile 2014 

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