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Torino, muore dopo puntura di vespa. Un 51enne deceduto per choc anafilattico

Ogni anno in Italia almeno dieci vittime degli insetti: ecco le precauzioni

MILANO – Morto per lo choc anafilattico causato dalla puntura di una vespa. È successo a un uomo di 51 anni di Coazze, nel Torinese, deceduto domenica all’ospedale San Luigi di Orbassano, dove era ricoverato in rianimazione da venerdì. L’uomo, punto mentre andava al lavoro in bicicletta, è arrivato in pronto soccorso in gravi condizioni. Ha avuto un arresto cardiaco, dal quale è stato rianimato, ma le sue condizioni sono rimaste gravissime e dopo due giorni di agonia è morto.

DIECI CASI ALL’ANNO – Api, vespe e calabroni uccidono almeno dieci italiani all’anno, stroncati da uno choc anafilattico letale dopo la puntura. Degli oltre 5 milioni di persone punte ogni anno, l’1% è allergico al veleno e soltanto una stretta minoranza rischia la morte. «Sono casi rari, ma sicuramente sottostimati – dice Domenico Schiavino, responsabile del Servizio di allergologia del Policlinico Gemelli di Roma -. I dati ufficiali parlano di 7-10 vittime l’anno, ma l’impressione è che a livello nazionale le morti siano ben superiori».

SUBITO IN OSPEDALE – In caso di grave allergia al veleno iniettato dall’insetto, la sopravvivenza è anche una questione di tempo. «In presenza di una reazione estesa alla puntura, che interessi per esempio tutto un arto, un apparato o l’intero organismo – raccomanda Schiavino – è fondamentale rivolgersi subito al pronto soccorso più vicino per la terapia d’emergenza» a base di adrenalina, cortisone e antistaminici. «Se oltre al classico pomfo compaiono prurito diffuso, difficoltà respiratorie o altri sintomi sistemici, è fondamentale andare in ospedale per un’osservazione. Ci sono casi di grave choc in cui la morte può arrivare in 10 minuti». Le persone a rischio possono difendersi con un vaccino desensibilizzante: in genere occorre un trattamento di 5 anni per guarire.

LE PRECAUZIONI – Dopo una puntura gli esperti consigliano impacchi di ghiaccio, creme al cortisone e antistaminici per bocca. Quando però la reazione è esagerata è necessario rivolgersi al pronto soccorso. Agli allergici più gravi, dietro indicazione dello specialista, il Ssn dispensa gratuitamente l’autoiniettore di adrenalina come intervento di emergenza contro lo choc. In bici o moto sono da evitare vestiti ampi e aperti: possono “catturare” insetti che, prigionieri, cominciano a pungere all’impazzata. Non raccogliere mai da terra la frutta marcia, potrebbe essere abitata da un insetto. Occhio quando si butta la spazzatura: le vespe amano gli odori nauseabondi. Evitare di mangiare in spiaggia o all’aria aperta, in zone calde o in campagna. Attenzione, in fine, ai bordi delle piscine.

La Stampa – 15 agosto 2013 

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