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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Torino, per il procuratore generale Maddalena e il pm Guariniello la pensione slitta a sorpresa. Sentenza del Consiglio di Stato riapre i giochi
    Notizie ed Approfondimenti

    Torino, per il procuratore generale Maddalena e il pm Guariniello la pensione slitta a sorpresa. Sentenza del Consiglio di Stato riapre i giochi

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche9 Dicembre 2015Nessun commento3 Minuti di lettura
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    I due importanti magistrati subalpini, così come tutti gli 84 colleghi in tutta Italia nella stessa situazione, potrebbero restare. Il pg: “Non ho fatto ricorso ma se ci sarà la proroga andrò avanti”

    di Sarah Martinenghi. In pensione dal primo gennaio 2016. O forse no. Il procuratore Raffaele Guariniello e il procuratore generale Marcello Maddalena potrebbero restare al loro posto ancora un po’ di tempo. Forse qualche mese. Al momento non lo sanno nemmeno loro, anche se le speranze ci sono, e sono buone. Allo stato attuale non resta che attendere per capire che cosa decideranno il governo o il Csm dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso presentato da tre alti magistrati: l’ex presidente dell’Anm Mario Cicala, Antonio Merone e Antonino De Blasi. Il Consiglio di Stato ha “congelato” in via cautelare il loro pensionamento. E a catena, forse, anche quello di tutte le 84 toghe per le quali lo stesso Csm una settimana fa aveva decretato la “fine” del servizio per sopraggiunto limite di età. Età che ora si era abbassata da 75 a 70 anni.

    I tre magistrati della Cassazione (a cui si sono poi aggiunti altri due colleghi) avevano impugnato il loro pensionamento anticipato, facendo un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, che aveva a sua volta girato la pratica al Consiglio di Stato, così come previsto dalla legge. E la decisione dei giudici amministrativi è stata quella di sospendere in via cautelare il loro pensionamento in attesa che il ministero della Giustizia e Palazzo dei Marescialli forniscano la documentazione necessaria per «valutare l’incidenza del loro pensionamento sulla funzionalità degli uffici giudiziari».

    A catena, con un effetto domino, questa decisione si riflette sui magistrati che non hanno ancora compiuto 75 anni di età (Maddalena e Guariniello ne hanno 74), ma potrebbe congelare anche tutte le domande per ricoprire i posti dei “pensionandi” già banditi dal Csm.

    «Aspettiamo e vediamo commenta Marcello Maddalena – Bisogna vedere cosa deciderà di fare il governo e il parlamento. Al momento c’è una sospensione cautelare, e l’unica cosa che potrebbe cambiare potrtebbe essere se il governo decidesse di fare un decreto legge prorogando per tutti il limite di età ai 75 anni: io guadagnerei dieci mesi, Guariniello tre. Edoardo Denaro 2 anni e 4 mesi. Ma io ammetto che mi sono già abituato all’idea di andare in pensione…». Il procuratore generale aggiunge di non avere intenzione di fare ricorso. «Se però ci fosse un provvedimento di proroga, certo andrò avanti».

    E probabilmente altrettanto potrebbe decidere Guariniello. Insomma, la decisione  del Consiglio di Stato è stata un “bomba” che ha gettato un bel po’ di scompiglio nei programmi non solo di chi pensava di appendere la toga “al chiodo”, ma anche per tutti i magistrati che avevano presentato le loro domande per i vari incarichi, magari con più richieste in tutta Italia, facendo anche i conti con anzianità e meriti dei concorrenti. «Di certo questo è un bel pasticcio istituzionale » conclude Maddalena.

    Repubblica – 9 dicembre 2015

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