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“Torino un esempio di accoglienza ai turisti vegani”. L’inchiesta del quotidiano inglese The Indipendent colloca il capoluogo piemontese primo nella top ten mondiale

Maurizio Tropeano. Torino batte Berlino, Helsinki e Tel Aviv. Secondo il giornale inglese The Independent il capoluogo del Piemonte è primo nella top ten mondiale delle città più accoglienti per i turisti vegani. Le altre città sono Chennay (India) San Francisco, Austin, Vancouver e Londra. Tra i motivi indicati dalla reporter per incoronare Torino ci sono anche alcune scelte politiche della sindaca, Chiara Appendino, che se verranno realizzate «potrebbero fare di Torino la prima città vegetariana ufficiale in Italia». In realtà la sindaca, come ha spiegato più volte, non vuole una città vegetariana ma veg-friendly, cioè accogliente per tutti coloro che non si alimentano con prodotti animali senza imporre diete ai torinesi che vogliono continuare a mangiare carne. La sindaca, però, vuole promuovere un consumo consapevole, sano e giusto, tesi per altro sostenuta anche da Slow Food. Quel che è certo è che all’estero (nei mesi scorsi c’è stato un reportage della Bbc) si è acceso un faro sulle politiche alimentari della città. Appendino commenta così: «Sono contenta che questo filone gastronomico e culturale trovi sempre più spazio, anche dal punto di vista dell’accoglienza turistica, in un territorio già rinomato per le proprie importanti tradizioni ed eccellenze culinarie».

La promozione di un percorso alimentare, dunque, non esclude l’altro come dimostra il sito di Turismo Torino. Se si apre la voce enogastronomia si trova una finestra con la lista di ristoranti dove si può mangiare vegano e vegetariano. La prossima tappa di questo percorso di accoglienza sarà la presentazione, durante il salone del Libro, di una cartina della città con una cinquantina di luoghi «specializzati» dove trovare prodotti di origine non animale: ristoranti, bar, pasticcerie, negozi di cosmesi, supermercati e gastronomie. Ma l’elenco, come spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Stefania Giannuzzi, potrebbe allungarsi visto che si stanno moltiplicando i ristoranti tradizionali dove è possibile trovare anche un menù vegano.

La Stampa – 15 maggio 2017

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