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Toro causò mortale, pastore a processo. Allevatore risponderà di omicidio colposo per aver lasciato l’animale incustodito. Decisiva la prova del Dna

A processo per omicidio colposo. È con questo capo d’accusa che un allevatore di Oliena si presenterà il prossimo giugno al cospetto del tribunale di Nuoro. L’uomo è stato identificato, dopo una lunga serie di accertamenti, come il presunto proprietario del toro che causò l’incidente stradale in cui perse la vita un giovane calabrese di 31 anni. Il giudice per le udienze preliminari, Claudio Cozzella, ieri mattina dopo una breve camera di consiglio, ha accolto la richiesta del pm Giorgio Bocciarelli e ha disposto il rinvio a giudizio dell’allevatore difeso dall’avvocato Francesco Pala. Data di inizio del dibattimento, 5 giugno, giornata in cui in aula approderà una vicenda dolorosa che ebbe inizio il 7 febbraio del 2016.

Il toro, un bestione da mezza tonnellata, vagava indisturbato sulla statale 131 Dcn la sera del 7 febbraio 2016, quando, a poca distanza dal bivio tra Oniferi e Macomer si scontrò con l’Audi 3 sulla quale viaggiavano il giovane cosentino, sua suocera e suo cognato, entrambi di Macomer. La loro vita cambiò per sempre quando, nella corsa verso l’ospedale di Nuoro, la berlina si scontrò con il muro di muscoli e ossa che interruppe la traiettoria della macchina facendola volare. Il giovane morì per le ferite riportate nel violento impatto e le indagini per risalire al proprietario del toro, che non aveva la marca auricolare con il codice identificativo, durarono mesi.

Per individuarlo si è tentato di tutto, compresi gli accertamenti sul Dna dell’animale che è stato comparato con gli altri capi del pastore e di quelli presenti nelle aziende confinanti che si trovano nelle vicinanze della 131. Solo i bovini dell’azienda dell’allevatore olianese sono risultati compatibili geneticamente con il bovino. E sono state soprattutto queste comparazioni, eseguite dall’Istituto zooprofilattico di Sassari e utilizzate per le prima volta in un’aula di tribunale, a convincere il gup delle necessità di un rinvio a giudizio che sia in grado di accertare la verità sui quei tragici fatti. E sono in tanti ad aver perso la vita nelle più trafficate arterie dell’isola a causa del bestiame incustodito. Tra tutte, la strada a scorrimento veloce che collega Nuoro all’Ogliastra o, come nel caso del toro che ha provocato lo schianto mortale del 7 febbraio scorso, l a 131 Dcn.

notizia tratta dalla Nuova Sardegna – 24 dicembre 2017

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