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Toscana. Intersindacale: “Su riordino nessuna concertazione, ma solo nota informativa”

Così le OoSs della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria smentiscono una nota della Regione, che parlava di un piano “concertato”. “Hanno rimandato a futuri (auspicabili) incontri la valutazione congiunta e nel merito delle proposte”, precisa l’intersindacale. “Per ora permangono dubbi sulle proposte regionali”

Non c’è stata alcuna concertazione né confronto sulle Linee di indirizzo alle Aziende sanitarie e alle Aree Vaste per il riordino del sistema sanitario regionale della Toscana, ma una “semplice informativa, peraltro frammentaria e incompleta, rimandando a futuri (auspicabili) incontri la valutazione congiunta e nel merito delle proposte avanzate”. A precisarlo è oggi una nota dell’intersindacale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria della Toscana, che smentisce così la nota in cui la Giunta, nei giorni scorsi, dava notizia dell’approvazione del piano di riordino della sanità regionale affermando che il documento era stato “concertato e discusso con tutte le organizzazioni sindacali interessate attraverso un approfondito percorso di confronto”.

Così non è stato, replicano le OoSs, secondo le quali “rimangono quindi senza risposte i quesiti sollevati nel documento di analisi che recentemente abbiamo proposto alla pubblica discussione”, e cioé:

1)  “perché si preferisce tagliare la struttura produttiva (meno 2000 posti letto negli ospedali) riducendo la possibilità di accesso alle cure per i cittadini, mentre si lascia sostanzialmente intatto l’apparato burocratico-amministrativo (3 Estav, 20 tra Aziende sanitarie ed Enti, 32 Società della Salute)? Eppure la Toscana ha già raggiunto, grazie alla riorganizzazione della rete ospedaliera sviluppata negli ultimi 15 anni, quella soglia ottimale di posti letto indicata dai documenti del Ministero della Salute nel 3,7 per mille abitanti, mentre rimane largamente al di sopra del rapporto personale amministrativo/personale sanitario valutato, sempre dal Ministero, nel 7%”;

2)    “il taglio di 2000 posti letto (meno 15% rispetto alla dotazione attuale) e gli altri provvedimenti nel settore della prevenzione si tradurranno in un esubero di professionisti valutabile in diverse centinaia di unità. Come intende gestire questo problema la Regione Toscana? Il rischio di creare una sacca di professionisti sospesi tra una mobilità coatta e una pensione ancora lontana è elevatissimo, considerato che la riforma Fornero, appena entrata in vigore, rallenterà fortemente la possibilità di uscita dal sistema per pensionamento nei prossimi 3-4 anni. Saranno utilizzate anche in sanità le direttive neoliberiste emanate dai ministri Brunetta e Fornero (mobilità e poi licenziamento) o si darà valore al lavoro come noi auspichiamo? Il grande patrimonio professionale che ha contribuito a rendere il sistema sanitario regionale della Toscana uno dei più apprezzati in Italia non merita di essere svalutato”;

3)    “la riduzione dei punti di emergenza territoriale, la demedicalizzazione delle autoambulanze, il trasferimento dei medici di continuità assistenziale ad un servizio prevalentemente diurno non indurranno alla fine un peggioramento dell’attività del Pronto Soccorso che rimarrà l’unica struttura sanitaria aperta per i cittadini durante il periodo notturno e festivo? E’ da sottolineare, in aggiunta, che il taglio dei posti letto e la contrazione prevista delle guardie notturne ospedaliere renderanno sempre più difficile il ricovero dei pazienti, trasformando i Pronto Soccorso in luoghi di ricovero impropri, insicuri e poco dignitosi”.

“Solo quando a queste domande e ad altri problemi sollevati nel documento sindacale (numero di ‘primariati’, dotazioni organiche e carichi di lavoro finalizzati alla sicurezza delle cure, rete dei laboratori) sarà data una risposta esaustiva e condivisa, si potrà parlare in modo appropriato di concertazione”, precisa la nota dell’intersindacale. “Altrimenti – aggiunge – siamo alla semplice elencazione di elementi di una riorganizzazione del sistema fatta, spesso, contro i cittadini. Infatti, la politica dei tagli, delle tasse e dei ticket sta restringendo in modo preoccupante l’offerta sanitaria pubblica rendendo sempre più difficile l’esigibilità di un diritto, quello alla salute, tutelato costituzionalmente”.

Per l’intersindacale, “le Regioni, che a Roma affermano l’insostenibilità dei provvedimenti emanati dal Governo, in casa loro adottano misure di razionamento sia esplicito (taglio dei posti letto, taglio dei servizi, blocco del turnover e riduzione del personale) sia implicito (aumento importante della partecipazione dei cittadini alla spesa, prolungamento delle liste d’attesa). E’ l’universalismo del Ssn che è messo pesantemente in gioco”, concludono le OoSs.

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