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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Trasporto sanitario. La tutela delle aziende venete diventa legge
    Notizie ed Approfondimenti

    Trasporto sanitario. La tutela delle aziende venete diventa legge

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche22 Ottobre 2011Nessun commento2 Minuti di lettura
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    “Sul trasporto sanitario servono regole uguali per tutti, per evitare che aziende da fuori regione, in particolare quelle che non riescono a garantire gli standard veneti per la prestazione di servizi, si aggiudichino le gare indette dalle nostre Usl alla scadenza delle attuali convenzioni, molte delle quali già sono in regime di prorogatio”.

    Il consigliere leghista Sandro Sandri da mesi sollecita per una soluzione al problema della ‘concorrenza sleale’ da parte di aziende non venete (che spesso operano con standard inferiori e più economici, rischiando di aggiudicarsi le gare a svantaggio primo degli utenti). E ieri anche il Consiglio regionale, su sua proposta, ha preso atto unanimemente della difficoltà per le Usl venete di andare a gara con criteri di qualità non vincolanti, impegnandosi ad approvare prestissimo una legge che superi l’attuale LR 22/02.

    “E’ successo di recente a Padova – spiega Sandri – che la Croce Verde, dopo 98 anni di servizio, non è stata in grado di rientrare nei costi previsti dall’Asl, e così a Rovigo dove una ditta di Benevento si è aggiudicata la gara. La Croce Verde di Verona invece ha trovato un accordo con l’azienda sociosanitaria, mentre a Pieve di Soligo non ha ottenuto riscontro positivo il servizio di una società calabrese. Per evitare tutto questo, e sapendo che a breve tutte le Asl dovranno riaggiornare le convenzioni per gara, dobbiamo imporre criteri di qualità indispensabili per partecipare ai bandi e validi anche per le aziende non venete. Altrimenti rischiamo non solo la concorrenza sleale e la morte delle nostre ‘Croci’, con la scomparsa del prezioso mondo di volontariato che vi gravita attorno, ma anche servizi di inferiore valore per i pazienti veneti”.

    Secondo la mozione approvata dal Consiglio regionale, sarà quindi la V^ Commissione Sanità a predisporre una legge per mantenere elevati criteri qualitativi e tutelare i pazienti, le aziende (85 tra Associazioni di volontariato, Onlus, cooperative, privati, di cui 56 con attività di Suem) e gli Enti veneti, “i quali – conclude Sandri – attualmente si trovano ad operare in una situazione di disparità dovendo garantire, per effettuare la stessa attività, standard più alti e, quindi, più impegnativi dal punto di vista economico e organizzativo”.

     Venezia, 21 ottobre 2011

     

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