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Treviso. Fondazione Cassamarca sull’orlo del baratro, Zaia: «Serve un commissario»

Siluro del presidente del Veneto dopo l’ordine di versare 1 0 milioni a Ca’ Foscari. San Leonardo potrebbe essere venduta. Il siluro arriva dritto, dritto dal governatoreLuca Zaia: «Per risollevare Fondazione Cassamarca serve un commissario». Parole incendiarie: mai, in Italia, una Fondazione ha subito l’onta del commissariamento.

Il governatore, implicitamente, pare chiedere l’intervento del Ministero dell’Economia, l’unico ente in grado di mettere sotto tutela le fondazioni.

Ma, commissario a parte, l’orizzonte per Ca’ Spineda è sempre più nero. A una situazione economica già pesante si aggiunge la sentenza del tribunale civile di Venezia che obbliga il presidente Dino De Poli a staccare un assegno di quasi dieci milioni di euro a favore dell’università Ca’ Foscari, che reclama anni di contributi non versati per il mantenimento dei corsi universitari a Treviso. Il rettore Carlo Carraro ha vinto la sua battaglia: ha ottenuto il pignoramento delle azioni Unicredit di Fondazione proprio per tutelare il suo credito. E adesso può passare a riscuotere. La situazione per la Fondazione trevigiana si fa pesantissima. Per giovedì prossimo De Poli ha convocato un consiglio d’indirizzo quanto mai delicato: in gioco ci sarà il futuro di un’istituzione arrivata a un passo dal baratro.

«Visto la situazione ci vuole un colpo di reni, un deciso cambio di rotta. Servirebbe l’azione di un commissario esterno, lontano dalle dinamiche del passato, disincantato – sottolinea Zaia – De Poli rappresenta la storia della Fondazione anche se non è mai stato un mecenate. Ha fatto scelte importanti, questo non lo si può certo negare, ma sempre in piena autonomia. Però si sta verificando quello che dicevo già dieci o quindici anni fa: lui fa le scelte ma i conti li dovremo pagare noi». Per il governatore il presidente di Ca’ Spineda dovrebbe «cedere il passo» e farsi da parte. E i consiglieri del suo cda dovrebbero, a loro volta, dimostrare più coraggio: «Faccio un appello alle persone di buona volontà presenti all’interno del consiglio d’indirizzo: prendete voi in mano le redini, abbiate il coraggio di farlo. La Fondazione ha bisogno di cambiare».

Adesso tutta l’attesa è rivolta a giovedì. Sul tavolo ci sono varie opzioni: De Poli potrebbe chiedere il mandato per trattare con Unicredit un prestito da dieci milioni di euro così da saldare il debito con Ca’ Foscari. Ma a Ca’ Spineda prende sempre più coraggio il partito di chi vorrebbe chiudere ogni rapporto con l’università veneziana e concentrare tutte le residue risorse solo sul Bo di Padova, ritenuto più affidabile. Sullo sfondo anche una terza ipotesi, più suggestiva: avviare il trasloco dei corsi universitari nel centro Appiani e vendere gli storici locali dell’ex ospedale San Leonardo a un grosso Fondo d’Investimento, sembra Numeria, in attesa ormai da anni.

Il Gazzettino – 22 luglio 2013 

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