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Treviso. I sigilli dei Nas su ristoranti e allevamenti. Sequestrati 20 mila tacchini e mille chili di salumi

Allevamenti di tacchini non a norma, ristoranti in cui regna la sporcizia e aziende agricole che stagionano salumi senza le autorizzazioni. Questo il risultato di due mesi di controlli da parte dei carabinieri del Nas.

Ispezioni che hanno portato al sequestro di strutture per quasi 4 milioni di euro e a svariate migliaia di sanzioni economiche elevate. Obiettivo dei militari del Nucleo Antisofisticazione che operano nelle province di Treviso, Belluno e Venezia, è la tutela della salute pubblica che passa proprio per i controlli, serrati, nelle aziende che producono o lavorano alimenti e nei locali che servono cibi e bevande. Tra questi un allevamento di tacchini, 8 capannoni nella zona di Treviso con oltre 20 mila capi. La struttura, valore oltre 1,5 milioni di euro, è stata posta sotto sequestro perché difforme ai requisiti strutturali relativi alla biosicurezza animale. In pratica gli edifici non erano predisposti per garantire, in caso di sviluppo di un’epidemia, l’immediata sanificazione prevista dalla legge. A due mesi dall’ispezione, la struttura è ancora sotto sequestro in attesa che siano ultimati i lavori di adeguamento a norma. I tacchini invece, dopo i controlli sanitari, sono stati dissequestrati e avviati alla macellazione. Sigilli sono stati posti anche a un macello, annesso ad un altro allevamento, a causa di gravi carenze igienico sanitarie. Problemi di agibilità e mancanza di autorizzazione, invece, sono all’origine del sequestro di un’azienda specializzata nella produzione di insaccati della Castellana. I militari hanno sequestrato 1.500 chili di salumi, la sede dell’azienda, il laboratorio di produzione e la sala stagionatura, per un valore complessivo di 300mila euro. La sporcizia è invece il problema che ha portato al sequestro di un ristorante cinese nel Coneglianese. Una struttura molto grande, del valore di 1,5 milioni di euro, al cui interno i militari hanno riscontrato gravissime carenze igienico sanitarie: sporco diffuso, calcinacci e ragnatele ovunque, piani di lavoro e utensili completamenti sudici. Stessi problemi per un market e un deposito di alimenti etnici del Pievigino. Il market, inoltre, era stato aperto senza neppure l’autorizzazione prevista. Un problema grave quello dei ristoranti e dei negozi di cibi etnici, che rappresenta una delle criticità della Marca. I gestori stranieri spesso faticano ad adeguarsi agli standard di pulizia e igiene richiesti. Un lavoro intenso quello dei carabinieri dei Nas, a cui vanno i complimenti di Franco Manzato, l’assessore regionale alla tutela del consumatore: «Nel campo della sicurezza alimentare dobbiamo tutti tenere la guardia altissima, senza incertezze e tolleranze di alcun genere. Serve un controllo collettivo molto stretto: tutti i cittadini che abbiano dei dubbi su produzione, stoccaggio, conservazione di alimenti e così via, segnalino i fatti alle forze dell’ordine, per fermare l’illegalità e intervenire prima che possano verificarsi pericolose conseguenze».

Milvana Citter – Corriere del Veneto – 20 marzo 2014 

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