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Treviso, primi casi in Veneto. Due alunni positivi in classe, compagni e prof in quarantena. Scatta il protocollo in una materna e in un liceo

Il Corriere Veneto. Due alunni positivi e le loro classi finiscono in isolamento. È successo ieri nel Trevigiano, in un liceo del capoluogo e in una piccola materna della Sinistra Piave. Complessivamente, il provvedimento di prevenzione riguarda una quarantina fra bambini, ragazzi e maestre dell’asilo a stretto contatto con i piccoli. I docenti dell’istituto superiore non dovranno attenersi alle restrizioni perché durante le lezioni rispettano distanziamento e uso della mascherina, quindi rimangono al lavoro.

È la prima volta che si verificano casi di isolamento di un intero nucleo classe nelle scuole del Veneto ed entrambi sono stati registrati dall’Usl 2: «Come da disposizioni i ragazzi dovranno rimanere in quarantena fino all’esito del tampone molecolare dei compagni che sono risultati positivi al test rapido – dice il direttore generale Francesco Benazzi – La segnalazione è partita dalle scuole che sono in stretto contatto con il dipartimento di prevenzione e i referenti Covid».

Tutto è cominciato ieri mattina, terzo giorno della ripartenza delle scuole, quando dalla materna di Cimadolmo e dal liceo scientifico di Treviso Da Vinci è arrivata la segnalazione di due alunni con sintomi compatibili con l’infezione da Covid-19. I due casi sospetti sono stati isolati in stanze destinate all’emergenza e sono stati chiamati i loro genitori perché li accompagnassero a casa e prendessero contatti con il pediatra o il medico di famiglia. I due con sintomatologia sono stati sottoposti al tampone rapido che dà esito in un’ora e la risposta è stata positiva: il risultato è ritenuto valido ma sono stati comunque sottoposti al tampone naso-faringeo. A quel punto tutta la classe è stata esonerata dalle lezioni e messa in isolamento.

E ora che succede? Per quanto riguarda i due alunni in attesa di tampone di conferma, se risulterà positivo sia gli studenti che genitori e fratelli dovranno rispettare il periodo di isolamento stabilito dalle linee guida e anche i loro compagni di classe resteranno in quarantena mentre i loro genitori non saranno soggetti a restrizioni ,a dovranno tenersi a una debita distanza. Se i due in attesa di tampone risulteranno negativi, i compagni potranno tornare in classe. Fino ad ora l’emergenza aveva riguardato asili a Treviso, Padova e Portogruaro prima della riapertura delle scuole: questa volta però finiscono in isolamento studenti, famiglie e insegnanti.

Sempre a tema scuola, da oggi a Verona la mascherina diventa obbligatoria fino al 15 ottobre anche fuori dagli istituti in concomitanza con inizio e fine delle lezioni, sia per gli studenti (al di sopra dei 6 anni) che per genitori e accompagnatori. Lo ha deciso il sindaco Federico Sboarina con un’ordinanza che in caso di violazione prevede una sanzione: l’obiettivo è evitare che le misure adottate all’interno delle scuole siano vanificate da possibili assembramenti negli orari di entrata e uscita degli alunni.

Ieri in Veneto sono stati registrati 154 nuovi contagi, ad oggi sono positive 2.990 persone; due i decessi.

Covid, gli isolati sono più di 1300, solo in 50 si iscrivono per votare

Dei milletrecento trevigiani che oggi sono in isolamento, solo cinquanta in 14 Comuni hanno chiesto di poter votare domenica e lunedì. Certo, vanno tolti i soggetti senza diritto di voto (i minorenni) e gli stranieri senza cittadinanza (lavoratori delle fabbriche e nei servizi alla persona), e vanno tolti coloro che usciranno dalla quarantena in tempo per andare alle urne. Ma ad usufruire della task force col «seggio volante» formata dagli infermieri dell’Usl 2 saranno in pochi.

Ieri scadevano i termini per iscriversi nei propri Comuni di residenza, per dare tempo ai sanitari di organizzare il servizio itinerante a domicilio: con cinquanta case da visitare e cinquanta schede da raccogliere i diciotto operatori riusciranno a completare il lavoro nei tempi previsti.

Ieri sono stati effettuati 401 tamponi rapidi all’industria alimentare Aia di Vazzola: solo uno ha dato esito positivo ed è in attesa di conferma con test in biologia molecolare. La quasi totale negativizzazione dello stabilimento è accolta con soddisfazione dall’Usl 2, a tre settimane dallo scoppio del focolaio che aveva registrato 174 positivi asintomatici fra i lavoratori. E oggi si parte con il maxi screening all’Electrolux di Susegana dove in tre giorni l’indagine riguarderà settecento operai del gruppo; fino ad ora i positivi al Covid sono risultati cinque.

Per i test l’Usl sta seguendo il «modello Serena», utilizzato quando era emerso il cluster all’ex caserma per i profughi. Erano trecento gli ospiti, 256 erano stati i positivi fra migranti e operatori. Ora i numeri sono molto diversi: «In questo momento abbiamo 214 richiedenti alla Serena e 189 alla Zanusso– spiega il prefetto Maria Rosaria Laganà -. Alcuni ragazzi sono usciti per aver completato il percorso di riconoscimento o procedure precedentemente bloccate dal Covid, altri invece si sono allontanati volontariamente per timore di un altro lockdown. Presenze più contenute riducono anche eventuali rischi garantendo migliore distanziamento. Non c’è motivo per chiedere ora una campagna di tamponi periodica. Sarà eventualmente l’Usl 2 a deciderlo e a comunicarcelo. L’importante è che le regole vengano seguite da tutti per ridurre futuri contagi». E il modello di screening della Serena ora viene esportato nelle fabbriche: «Una piccola consolazione. Considerando un agosto di lacrime e sangue, è un ottimo risultato che sia Covid free e che nessuno abbia sviluppato sintomi. Questo episodio ha ora anche un valore scientifico, ha consentito ai medici di capire di più del virus e di come evolve. Ma è anche occasione per ribadire che i fenomeni vanno gestiti senza isterie o strumentalizzazioni, e alcune ne ho viste. Nelle fabbriche vale lo stesso: il virus viene portato da fuori, la situazione nei siti focolaio è sotto stretto controllo». Non si parla di chiudere la caserma Serena, non ancora: bisogna attendere di capire come proseguiranno gli sbarchi in Italia. Ieri la Marca ha registrato 34 nuovi casi; i trevigiani attualmente positivi sono 907 (erano più di mille dieci giorni fa).

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