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Treviso. Razzia di vitelli in settembre. Presa la banda degli allevamenti. Gli animali ricettati in un allevamento della Calabria

Rubano da una stalla 44 vitelloni e li ricettano in un allevamento in Calabria. Questo il progetto criminale, messo a segno da una vera e propria banda i cui componenti sono stati tutti identificati e denunciati dai carabinieri dopo sei mesi di indagini.

Era infatti la notte del 14 settembre quando, tra le 22.30 e le 24, da un allevamento di via Boschiero a San Zenone, erano spariti i 44 animali del valore di 60 mila euro. Un furto del quale i residenti in zona avevano avuto in qualche modopercezione. In molti, infatti, avevano riferito di aver avvertito muggiti e rumori. Tutti tranne due giovani che vivono ad appena 50 metri dalla stalla, Gioacchino Guidolin, 28 anni, e la moglie che aveva detto: «Stavamo guardando un film ma non abbiamo sentito niente». Una versione che ha insospettito i carabinieri di Onè di Fonte che, guidati dal capitano Salvatore Gibilisco e coordinati dal sostituto procuratore Valeria Sanzari, hanno dato il via alle indagini. Il primo passo è stato acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, tra queste anche quelle di una stazione di servizio di Loria, che hanno ripreso un camion carico di bovini in transito. Ricostruendo il viaggio di quel mezzo, i carabinieri sono riusciti a scoprire dove erano finiti i vitelli.

Ad ideare il furto sarebbe stato Gianluca Pappa, un calabrese 25enne residente a Maser, con la complicità dei cugini Giuseppe e Valerio Navarra, di 23 e 20 anni, entrambi di Vibo Valentia, nonché di Guidolin. Sarebbe stato infatti il trevigiano ad incaricare un autotrasportare del trasporto dei vitelloni in Calabria, con tanto di falsa documentazione di viaggio. Il camionista avrebbe quindi condotto gli animali in provincia di Reggio Calabria dove ad attenderlo c’erano i fratelli Navarra che li avrebbero poi consegnati nella stalla di Cosimo Panetta, 62 anni e Pantaleone Valerioti, 51enne. Per tutti è scattata una denuncia: Guidolin, Pappa e i fratelli Navarra devono rispondere di furto, mentre Panetta e Valerioti di ricettazione.

Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno trovato anche le ricevute dei bonifici postali con cui i Navarra, dalla Calabria, avrebbero pagato ai complici i 25 mila euro pattuiti per il furto.

Milvana Citter- Corriere del Veneto – 28 marzo 2014 

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