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Troppe tasse sugli allevatori: a Verona chiuse 400 aziende

Zootecnia. Pozzerle (Apa): «Eravamo mille e siamo rimaste seicento imprese nel Veronese, nel 2011 lieve ripresa ma Imu e gasolio ci mettono a dura prova»

Quello che si è appena aperto, ha tutte le caratteristiche per essere un annus horribilis per gli allevatori italiani. Se una ripresa dopo la crisi c´era stata, il calo dei consumi e le novità in fatto di Imu e Ici fanno prevedere un 2012 con segno negativo. È questo il sentiment avvertito nei padiglioni di Fieragricola che, fino ad oggi, ospitano allevatori provenienti da tutta Italia. «Il 2011 si è chiuso positivamente», spiega Luciano Pozzerle, presidente della sezione veronese dell´Apa, l´Associazione provinciale allevatori, «mentre il primo semestre era andato male, i successivi sei mesi hanno segnato un trend positivo. Un buon risultato visti i danni provocati dalla crisi che, nel veronese, ha portato alla chiusura di circa 400 aziende: eravamo un migliaio, ora siamo poco più di 600. «A rimetterci sono state soprattutto le piccole imprese», aggiunge Pozzerle, «e quelle dove è mancato un ricambio generazionale». Lo scorso anno, come sempre, l´andamento è stato legato al prezzo del latte, a inizio 2011 venduto a 30 centesimi al litri per arrivare poi, a fine anno, a 42 centesimi. In realtà il latte che resta a Verona è pochissimo: la maggior parte viene esportato fuori provincia.

LATTE DA GRANA PADANO. «Il 2011 è andato bene», aggiunge Stefano Guarise, presente in fiera con l´impresa di famiglia La Pineta di Minerbe, «anche se noi siamo stati costretti ad aumentare il numero di vacche negli ultimi anni, per riuscire ad ammortizzare i costi della produzione del latte. A Verona», aggiunge Guarise, «siamo fortunati perché vicini alle zone di produzione del grana padano: molto del latte che produciamo nella nostra azienda è destinato a questo prodotto». Tuttavia l´anno nuovo è iniziato con un trend negativo, con il prezzo del latte diminuito di dieci centesimi: un calo che secondo gli allevatori sarà progressivo. Ci sono poi altri fattori che contribuiranno a peggiorare questo 2012: «Peserà anche l´Imu», aggiunge Guarise, «pagheremo l´Ici anche sulle stalle che fino ad ora ne erano state esenti e triplicherà l´imposta sui terreni. Senza contare il prezzo del gasolio: fino ad ora quello utilizzato da noi allevatori aveva un costo inferiore rispetto a quello industriale. Ma nel giro di poche settimane è passato da 1 a 1,2 euro al litro».

LA DIRETTIVA SUI NITRATI. Sugli allevatori incombe anche la direttiva regionale sui nitrati, che regola la distribuzione dei rifiuti organici degli animali. «A novembre la Regione ha emanato una deroga», continua Pozzerle, «che consentirà ai singoli allevatori e agricoltori di distribuire per la fertilizzazione delle colture una quantità di effluenti zootecnici maggiore di quella prevista dalle norme, per quelle zone considerate vulnerabili ai nitrati, come quella veronese. Il problema, per i nostri allevatori, è proprio la superficie del terreno», aggiunge il presidente di Apa Verona, «o distribuiscono questi effluenti in quelli di proprietà o sono costretti ad affittarli: ma in Veneto non ci sono terreni a disposizione».

Sulla stessa linea anche Pietro Laterza presidente dell´Anarb, l´associazione nazionale allevatori razza bruna, presente a Fieragricola con 14 province e 185 esemplari, molti impegnati ieri in una sfilata, organizzata in contemporanea all´undicesima edizione dell´European Open Holstein Show, uno degli incontri più importanti per gli allevatori internazionali, che vede sfilare in gara le migliore vacche di razza Holstein dell´Europa. «Nel 2012», spiega Laterza, «si sta registrando un calo dei consumi e della domanda del latte che si riflette quindi sul costo del latte. Quest´anno le imposte previste saranno un´ulteriore spada di Damocle che colpirà i nostri allevatori, già sofferenti per la crisi».

Negli ultimi quattro anno sono state chiuse il 15% degli allevamenti di razza bruna, soprattutto quelli che si trovavano nelle zone svantaggiate, dove meglio si adatta questa razza, in grado di produrre quantità inferiori di latte ma di migliore qualità. «Nel 2012, visti questi fattori che si sommeranno, chiuderanno sicuramente altre aziende», conclude Laterza

L’Arena – 5 febbraio 2012

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