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Tutte le indennità dei manager regionali che Zaia vuol tagliare. Stesso stipendio (123.608 euro) per i dg delle Aziende Ulss. Mantoan è commissario di Arss e lov ma a costo zero

Diverse funzioni e responsabilità, eguale emolumento. Al Comitato regionali per le Comunicazioni (Corecom) il presidente Alberto Cartia, il vicepresidente Silvio Scanagatta e i componenti del comitato (Roberta Bosco Anzoletti, Franco Gabrieli, Giovanni Gallo, Mariarosa Pellizzari e Luciano Zennaro), intascano la stessa indennità lorda pari a 19.800 euro.

Negli altri enti strumentali della Regione, nelle Aziende ospedaliere e nelle Unità locali socio-sanitarie le gerarchie sono invece rispettate anche dal punto di vista degli stipendi (i dati, pubblicati sul Bur, sono aggiornati al 30 giugno 2015). L’indennità lorda annua più cospicua (154.510,20 euro) è quella pagata a Igino Andrighetto, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Assai contenuti, invece, gli emolumenti che toccano al presidente Giuseppe Dalla Pozza (23.760 euro lordi), al vicepresidente Danilo Zanoni (19.800 euro) e agli altri componenti del cda (Alberto Aloisi, Guido Rumiz, Errist Stifler e Graziano Galbero), che si accontentano di 15.840 euro. Ma su tutti questi incarichi pende la spada di Damocle del commissariamento: una delega al governatore Luca Zaia che il Consiglio regionale ha affidato il 15 settembre, con 26 voti favorevoli (su 26 presenti: le opposizioni sono uscite dall’aula).

Simile a quella di Andrighetto è l’indennità riconosciuta a Fabrizio Stella, direttore dell’Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura (Avepa): 152.580 euro. Hanno invece diritto al medesimo stipendio (123.608,28 lordi) il direttore generale dell’Azienda regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (Arpav), Carlo Emanuele Pepe, detto Chicco, i direttori generali delle Aziende Ospedali ere di Padova e di Verona (Claudio Dario e Francesco Cobello); i dg delle venti Aziende Ulss (Pietro Paolo Faronato per Belluno, Adriano Rasi Caldogno per Feltre, Fernando Antonio Compostella per Bassano del Grappa, Daniela Carraro per l’Alto Vicentino, Giuseppe Cenci per l’Ovest Vicentino, Ermanno Angonese per Venezia, Gian Antonio Dei Tos per Pieve di Soligo, Bortolo Simoni per Asolo, Giorgio Roberti per Treviso, Carlo Bramezza per il Veneto Orientale, Giuseppe Dal Ben per la Veneziana, Gino Gumirato per Mirano, Giuseppe Dal Ben per Chioggia, Francesco Benazzi per l’Alta Padovana, Urbano Brazzale per Padova, Giovanni Pavesi per Este, Arturo Orsini per Rovigo, Pietro Girardi per Adria, Maria Giuseppina Bonavina per Verona e Massimo Piccoli per Legnago). Il riordino delle Ulss dimezzerà le poltrone.

L’adagio “provincia che vai, indennità che prendi” vale invece nel campo delle Ater. Se infatti a Treviso l’incarico del presidente Francesco Pietrobon vale 19.186,32 annui (con il suo vice Pierantonio Fanton che si ferma a 9.593,16), all’Ater di Venezia la poltrona di Alberto Mazzonetto comporta un’indennità lorda di 22.108,80 euro, mentre il vice Pier Luigi Parisotto si è accontentato di 5.527,20 euro. Stesso gettone (69,72 a seduta) per il consigliere di amministrazione trevigiano Massimo Zardetto e per il suo omologo veneziano Roberto Lazzarin. Giuliana Fontanella, presidente dell’Istituto Regionale Ville Venete, riceve uno stipendio annuo pari a 11.115,72 euro, mentre Giampi Zanata, il vicepresidente, porta a casa 5.557,92 euro. Gli altri quattro consiglieri di amministrazione (Franco Dusi, Nazzareno Leonardi, Angelo Grella e Michele Carpinetti) si accontentano di 49,40 euro a seduta.

Il segretario dell’area Sanità e Sociale, Domenico Mantoan, svolge invece a costo zero, dal primo gennaio 2013, le mansioni di commissario liquidatore dell’Agenzia regionale Socio Sanitaria (Arss), e dal primo gennaio 2015 le funzioni di commissario dell’Istituto Oncologico Veneto (lov). Stessa indennità (11.115,68 euro), infine, per il commissario straordinario dell’Esu di Padova, Rocco Bordin, e per i suoi omologhi di Venezia, Giorgio Tana, e di Verona, Domenico Francullo.

Claudio Baccarin – Il Mattino di Padova – 1 ottobre 2015 

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