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Ucciso da un cinghiale per salvare i suoi cani. Cefalù, 77enne muore vicino alla sua casa. Ferita la moglie. La polemica: sono troppi e fuori controllo

È uscito da casa al mattino, con i suoi cani, sulle colline sopra Cefalù, da un lato l’azzurro del mare dall’altro le cime delle Madonie, terra bella e selvaggia. Salvatore Rinaudo, 77 anni, si è trovato di fronte un branco di cinghiali, i cani hanno iniziato ad abbaiare. La moglie Rosa si è accorta di tutto: «Ho visto che mio marito si è bloccato, poi si è messo in mezzo per salvare le sue bestie.

A questo punto i cinghiali gli sono saltati addosso». Rinaudo è stato sopraffatto, non ha avuto scampo, è morto dilaniato dai morsi degli animali. La signora Rosa, 73 anni, si è precipitata fuori: «Ho cercato di recuperare Salvatore, di tirarlo dentro. Mentre provavo a prenderlo e portarlo via sono stata aggredita anche io. Non ci sono parole per descrivere quello che ho visto. Sono distrutta». L’hanno portata al pronto soccorso con ferite alle gambe e all’addome, ma per fortuna non gravi e già nel pomeriggio ha potuto lasciare l’ospedale.

Un’altra vittima (dopo quella di maggio nel Bresciano) che ha riaperto le polemiche sulla proliferazione incontrollata dei cinghiali, nonostante un etologo come Enrico Alleva puntualizzi che l’animale «si è sentito attaccato ed ha avuto un naturale comportamento di difesa probabilmente anche per la presenza dei suoi cuccioli». Il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, è infuriato: «Siamo colpiti e profondamente addolorati per quanto accaduto. Ma anche molto arrabbiati, perché questa è una tragedia annunciata». Il primo cittadino ricorda che «più volte è stato segnalato il pericolo e per questo è stata chiesta anche una campagna di abbattimento controllato. Ma non è stata mai adottata alcuna misura». Un’emergenza che coinvolge tutti i Comuni del Parco delle Madonie e che spinge il sindaco di Pollina, Magda Culotta, che è anche deputato del Pd, ad attaccare il presidente Crocetta: «L’empasse del governo regionale ha creato uno stallo decisionale che ha messo in serio pericolo la sicurezza del territorio e l’incolumità dei cittadini e dei turisti».

Il governatore promette che questa volta si farà presto e che già nella giunta di domani sarà discusso «un piano di messa in sicurezza». Aggiunge Crocetta: «Il problema dell’eccessivo popolamento di cinghiali è previsto nel disegno di legge sui parchi. Chiederemo al presidente della Commissione ambiente di estrapolare l’articolo in modo tale da inserirlo nel primo ddl utile che verrà discusso in aula».

Anche per Angelo Pizzuto, presidente del Parco delle Madonie, le cause di quanto accaduto vanno ricercate soprattutto nell’inerzia politica: «Il legislatore non ha ancora preso gli idonei provvedimenti, lasciando al caso ed alla fortuna la risoluzione di un problema atavico». E spiega che «l’unico sistema ritenuto idoneo a frenare il proliferare di questi animali ibridi inselvatichiti è l’abbattimento selettivo supervisionato dalle forze dell’ordine, sul quale abbiamo anche riscosso il favore delle autorità ma finora nulla è stato fatto» .

Lo scorso 22 maggio un altro pensionato, Severo Zatti, 72 anni di Iseo, era stato colpito da un cinghiale. Stanco di vedere il proprio campo devastato, quella notte era uscito imbracciando un fucile da caccia. L’hanno trovato alcune ore dopo morto dissanguato, accanto alla carcassa dell’animale.

R. Bru – Il Corriere della Sera – 9 agosto 2015

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