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Ue: l’Italia non raggiungerà il pareggio nel 2013

“Si può fare di più sulle pensioni”. Il commissario europeo degli affari economici, Olli Rehn, presenta le previsioni economiche dell’Unione europea: rinviato a dopo il 2013 l’azzeramento del deficit

Olli Rehn, commissario europeo agli affari economici e monetari MILANO – “L’Italia può fare di più sul fronte delle pensioni”. E ancora: “La ripresa si è fermata. C’è il rischio di una recessione”. Il vice presidente della Commissione europea, Olli Rehn, responsabile degli affari economici e dell’euro, ammonisce gli ottimisti presentando le previsioni economiche dell’Ue.

L’Italia nel 2012 avrà una crescita economica quasi azzerata con un incremento del Pil limitato allo 0,1% (rispetto al +1,3% preventivato la scorsa primavera), che salirà al +0,7% nel 2013, anche se non riuscirà a centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio. Nel 2012 il deficit pubblico calerà al 2,3% del Pil che, a politiche invariate, scenderebbe ulteriormente all’1,2% l’anno successivo mancando così il programmato pareggio di bilancio. Secondo le stesse previsioni il debito pubblico resterà stabile nel 2012 al 120,5% del pil con un calo l’anno successivo, sempre a politiche invariate, al 118,7%.

Bruxelles stima che il tasso di disoccupazione italiano, sempre nel periodo preso in esame, subirà un deterioramento solo marginale salendo dall’8,1% della forza lavoro previsto per quest’anno all’8,2% stimato stabile per il biennio successivo a politiche invariate.

In netto arretramento l’inflazione, con l’indice dei prezzi al consumo che dal 2,7% previsto per il 2011 rientrerà al 2% nel 2012 e all’1,9% l’anno successivo. Migliorerà anche il deficit delle partite correnti che passerà nello stesso periodo dal 3,6% del pil al 3% al 2,3%.

“La prima cosa da fare per l’Italia – ha detto Rehn – è ristabilire la stabilità politica e la capacità di prendere decisioni. Il rialzo degli spread, se nel breve termine non avrà un impatto drammatico, relativamente presto avrà conseguenze sull’economia reale e sulla crescita”.

A rendere più drammatica la prospettiva, si è aggiunta la dichiarazione della portavoce di Barroso: “Il crollo della zona dell’euro avrebbe costi elevatissimi che il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, calcola “nella fase iniziale al 50% del Pil nazionale dei vari paesi della Ue”.

Repubblica.it – 10 novembre 2011

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