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Ulss 6, operazione tagli e sconti fornitori. L’austerity è obbligata

Per la prima volta il budget aziendale non potrà crescere. C’è da ridurre il passivo a 14,2 milioni di euro Angonese: «Fare pulizia delle spese superflue»

Lotta contro il disavanzo e contro il tempo. L´Ulss parte da un deficit di 25 milioni, incassa dal riparto della Regione 16 milioni e mezzo in meno ma alla fine dell´anno, anche se liberata dal vincolo di raggiungere un peraltro utopistico pareggio, dovrà consegnare a Venezia un consuntivo che riduca il passivo a 14,2 milioni.

Sommando il segno negativo iniziale al mancato introito, è come partire da un rosso di 41,5 milioni per cancellarne in neppure 9 mesi una stratosferica fetta, 27,3 milioni, anche se tirando via dai capitoli di spesa, come impone la spending review, la quota per le ferie non godute dal personale, il fardello, almeno sul piano delle alchimie contabili, si alleggerirebbe di una decina di milioni.

INVERSIONE DI TENDENZA. Per la prima volta, rispetto al trend degli ultimi 10 anni, il budget aziendale (di quasi 700 milioni) non crescerà. In più l´Ulss, in questa gabbia di restrizioni, dovrà pagare nei prossimi mesi il debito di 95 milioni che si trascina nei confronti del fornitori.

Un rebus economico di non semplice soluzione, ma il dg Ermanno Angonese invita la classe dirigente dell´azienda a non fasciarsi la testa. Il capo dell´Ulss, al termine dei primi 90 giorni di governo, approfitta della presentazione, nell´aula magna della scuola-convitto, dei tre direttori di area, per rivelare le coordinate di un programma che sarà all´insegna della verifica meticolosa di tutti i processi produttivi per scovare altri spazi di risparmio.

LE “POTATURE”. Angonese non parla di tagli ma di “potature”. Una specie di “pulizia” di primavera per bonificare il bilancio da “spese superflue”.

«Non ci sono rami secchi da eliminare perché la nostra è un´azienda prestigiosa caratterizzata da eccellenze, ma le economie si possono trovare in mille rivoli senza interferire su Lea e qualità operative». Il dg vuole un´efficienza low cost: «Ci riusciremo con la riorganizzazione». Promette di passare al setaccio reparti, lavoro in corsia, sedute chirurgiche, uffici, servizi generali. Dai massimi sistemi alle attività accessorie. In ambito medico esige l´appropriatezza. Un primo esempio: «I codici bianchi in pronto soccorso dovranno arrivare a zero. Per ottenere questo risultato coinvolgeremo i medici di base».

Poi, sempre sul fronte clinico, si andrà alla ricerca puntigliosa, se ce ne sono, di prestazioni non indispensabili, da togliere dalla lista della spesa. Uguale e certosina attenzione nella gestione quotidiana dell´azienda. «Come prima misura – spiega Angonese – rinuncio all´auto blu. L´autista della direzione generale verrà assegnato al 118».

GLI SCONTI. Altri risparmi si dovrebbero ricavare dai contratti in essere. «Abbiamo chiesto sconti suppletivi a tutti i fornitori». Inizia un paziente lavoro di rinegoziazione per spuntare ulteriori ribassi, sperando che l´interesse a mantenere buoni rapporti con l´azienda spinga le ditte a comprimere i propri utili. Per i fornitori che vantano crediti, comunque, buone notizie. Angonese garantisce: «L´Ulss estinguerà i debiti. Pagheremo medici di base e case di riposo entro 90 giorni, ditte e imprese entro 180. Altre Ulss del Veneto pagano fino a un anno e mezzo e oltre».

LE NOVITÀ Per giugno, infine, il dg preannuncia due grosse novità: il varo del nuovo atto aziendale e la rivisitazione dei dipartimenti. Sarà, dunque, una rivoluzione, anche se silenziosa, in quanto l´ingegnere di Mason non ha mai amato far rumore. I cambiamenti li fa sempre con il sorriso sulle labbra, e fa capire che ce ne saranno parecchi. Soprattutto sul territorio, grande prateria. «Faremo – dice – un´ampia revisione».

Insomma un´ambiziosa “mission”. «Ma riusciremo nell´intento – spiega a primari e apicali dell´Ulss – solo se sarà condivisa».ù

Il Giornale di Vicenza – 4 aprile 2013

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