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Ulss 9: multe a chi prescrive esami inutili. Sanzioni economiche e “blocco” dei ricettari per i recidivi

In cantiere all’Usl 9 un piano per ridurre ancora i tempi di attesa punendo i medici. L’Usl di Treviso dà un altro giro di vite alle liste d’attesa mettendo in conto «multe» per i medici che prescrivono esami inutili e andando alla ricerca di doppioni da tagliare.

La decisione di tenere aperti gli ospedali sino a mezzanotte e nei giorni festivi, in modo da accorciare le code, non è stata che il primo passo. Attraverso un nuovo piano, adottato nei giorni scorsi, l’azienda sanitaria ora punta a fare molto di più.

Come? Istituendo un tavolo tecnico con il compito di monitorare l’erogazione delle prestazioni specialistiche. Tavolo che passerà al vaglio tutte le impegnative e che, sulla carta, potrà arrivare a proporre provvedimenti di tipo economico per i dottori che dovessero prescrivere ai pazienti esami non appropriati. Di più, in caso di recidivi, potrà proporre pure la sospensione del ricettario; cioè della possibilità di richiedere gli accertamenti. Il tutto, ovviamente, dopo aver condiviso i percorsi assistenziali definiti in schede che indicano la priorità da dare a determinate prestazioni. Ogni figura sanitaria è coinvolta; dai direttori agli specialisti. Ma in particolare lo sono i medici di famiglia in prima linea sul fronte delle prescrizioni.

L’Usl non vuole lasciare nulla al caso. Tanto che sta studiando l’ipotesi di aprire un call center telefonico dalle 8 alle 20 per dare ai dottori di base la possibilità di consultarsi in presa diretta con gli specialisti degli ospedali. L’obiettivo è ridurre al massimo gli esami inutili per tagliare di netto lo spreco di soldi e, soprattutto, le perdite di tempo.

Su questo solco si inserisce un secondo tavolo tecnico, dedicato alla valutazione degli esami prescritti ai pazienti per patologie che già rientrano nei programmi di screening. «Queste prenotazioni – viene chiarito nel piano dell’Usl 9 – rappresentano in molti casi una duplicazione di visite ed indagini strumentali già effettuate o programmate all’interno dei programmi di screening. La loro riduzione è intesa a liberare posti utili per soddisfare le richieste dei cittadini». Così si cercherà di sforbiciare le liste d’attesa. Anche se i risultati, per la verità, sono già buoni.

«Dai dati confermati nel report del primo trimestre del 2013 – sottolinea l’azienda sanitaria – risulta che l’Usl 9 è in linea con gli obiettivi regionali per quanto riguarda il numero di prestazioni ambulatoriali: 3,05 per abitante (obiettivo Regione: 4 per abitante, ndr)». Ma si punta a fare ancora meglio.

Mauro Favaro –  Il Gazzettino – 13 settembre 2013

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