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Ulss, i bilanci sono peggiorati ma il 2015 non finisce in rosso. Si profila un deficit (-240 milioni). Coletto: «Ce la faremo». Grazie alla “gestione accentrata” la sanità ha chiuso l’anno in leggero utile

Piero Erle, dal Giornale di Vicenza. La sanità veneta chiude ancora una volta con un piccolo utile, anche se di pochi milioni di euro. Ma un conto così pesante presentato dalle Ulss al “quartiere generale” della Regione, chiamato poi a far quadrare i numeri con la cosiddetta “gestione accentrata”, non lo si vedeva almeno dal 2011, quando l’allora giunta Zaia dovette garantire 276 milioni per pareggiare i deficit di 15 Ulss venete. Dopo di allora i conti erano andati meglio: il “picco” positivo è arrivato nel 2013 quando le 21 Ulss territoriali, le due Aziende ospedaliere e lo Iov due anni fa avevano segnato un rosso di 162 milioni di euro.

E sempre in quegli anni si era registrato il “ribaltone”: erano diventate più le ULss a chiudere in attivo che quelle a chiudere in deficit. L’anno dopo, il 2014, già segnava cedimenti: -171 milioni, adeguatamente ripianati. L’anno scorso, il 2015, ha chiuso peggio: più Ulss in rosso e deficit di base più pesante. Il 4° quadrimestre delle Ulss venete segnava addirittura un -310 milioni, ma poi con i conteggi finali si è arri vati a chiudere con un rosso complessivo di -242 milioni, cioè 70 milioni peggio del 2014.

NIENTE”DEFICIT”. Nessun problema: già da tempo proprio il gruzzolo che la Regione trattiene in “gestione accentrata” permette di rimettere in equilibrio i numeri finali. Ed è un po’ il precursore di quella che sarà la logica dell’Azienda Zero, chiamata a risparmiare sui costi amministrativi che si possono gestire in un unico centro di spesa a vantaggio di tutte le Ulss. Già con i primi conteggi di fine dicembre, quindi, la Regione ha calcolato di poter utilizzare i 315 milioni di “accentrata” e ha indicato al giudice del Ministero delle finanze romano (lo storico “tavolo Massicci”) che il Veneto chiude a +4,1 milioni. Adesso poi le cose sono ancora migliorate «per cui chiudiamo i conti finali – spiega l’assessore alla sanità Luca Coletto – con un utile maggiore, anche se di pochi milioni. E questo anche se il Ministero ci impone di far quadrare i conti come “Regione”, per cui non gli interessa se ci sono aziende in utile ma vuole che le nostre casse centrali ripianino i deficit di quelle in rosso».

CONTI PEGGIORATI: IL PESO DEI PROJECT. In ogni caso i conteggi 2015 hanno riservato alcune sorprese. Bella quella dell’Azienda ospedaliera di Verona che chiudeva il pre-bilancio di dicembre con -21 milioni ha fatto un balzo incredibile e alla fine ha segnato un +1 milione, raggiungendo l’utile dopo ben 18 anni. Vicenza “scivola”, mentre Bassano segna un exploit notevole. L’Ovest Vicentino regge mentre l’Alto Vicentino continua a fare i conti con i costi del project dell’ospedale di Santorso. Sorpresa negativa anche da Treviso, tradizionle Ulss virtuosa: segna quasi 10 milioni di rosso, pare, per un calo di attività e di attrattività. Positivi i numeri di Pieve di Soligo, mentre Asolo regge. Venezia, Veneto orientale e Chioggia sono in rosso ma recuperano sull’anno precedente, mentre Belluno peggiora. Nel Padovano l’Azienda ospedaliera migliora i conti, pur sempre in deficit, ma adesso è Este a diventare una “zavorra” perché i conti del project del nuovo ospedale inaugurato portano da numeri positivi a un -24 milioni. E peggiorano nettamente anche l’Ulss di Padova e quella di Rovigo, e così pure a ovest l’Ulss di Verona e quella di Legnago.

IL 2016: PROIEZIONI NEGATIVE La Giunta Zaia ha anticipato anche i bilanci preventivi delle Ulss per il 2016: lo chiedeva la Corte dei conti. E sulla carta scatta un campanello di allarme perché, tra costi maggiori anche per l’assistenza dei medici sul territorio e i nuovi farmaci per l’epatite, si indica un deficit potenziale di -660 milioni. Anche col gruzzolo della “accentrata” si arriva a un rosso di -240 milioni. Allarme? L’assessore Coletto getta acqua sul fuoco, e rassicura anche senza chiamare in causa gli oltre 90 milioni in più di riparto ottenuti dal Veneto a Roma: «Questa è la fotografia, ma mantenendo sempre i Livelli di assistenza riusciremo a far quadrare i conti anche nel 2016. E con l’Azienda Zero nel 2017 razionalizzeremo meglio la spesa». ·

Il Giornale di Vicenza – 2 giugno 2016 

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