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Ulss, servono 13,5 mln per livellare gli stipendi. I Dg delle 9 nuove aziende dovranno trovare i fondi puntando su risparmi

medicicosmed 5 agoCon l’accorpamento delle Ulss da 21 a 9 non ci saranno difformità di buste paga tra i lavoratori. Il timore espresso martedì scorso in Quinta commissione dalla Cgil, durante le audizioni sulla manovra di bilancio 2017, è venuto meno grazie a un accordo siglato ieri da tutti sindacati con l’assessore alla Sanità Luca Coletto. Ed è un accordo che prevede per il triennio 2017-2019 uno stanziamento di 13,5 milioni di euro, ossa 4 milioni e mezzo all’anno. Il rischio, infatti, era che dal prossimo gennaio, quando entreranno in vigore gli accorpamenti delle Ulss, infermieri e medici operanti nella stessa nuova azienda si trovassero ad avere buste paga diverse a parità di livello: un rischio concreto dal momento che le attuali 21 Ulss non hanno lo stesso contratto aziendale locale, ci sono infermieri che prendono di più e altri che prendono meno a seconda appunto dell’Ulss in cui lavorano. Ma con l’accorpamento la diversità di retribuzione avrebbe dato adito a contenziosi. La vicenda è stata risolta obbligando i direttori generali delle Ulss a razionalizzare le spese e a utilizzare il 50% dei risparmi per misure di incentivazione del personale.

Non ci riuscissero, ne risentirebbero probabilmente anche i premi di produzione degli stessi dg. L’accordo firmato ieri da Cgil, Cisl, Uil, Nursing Up, Fsi Usae, Fials e dall’assessore Coletto prevede che da gennaio a giugno 2017, e comunque non oltre il 30 settembre 2017, saranno mantenuti gli attuali contratti integrativi; nel frattempo saranno individuati i nuovi contratti. E per livellare le diversità di retribuzione si impiegheranno appunto i soldi ottenuti dai risparmi. «Sono molto soddisfatto ha commentato Coletto perché con questo atto diamo il via a una collaborazione a tutto campo che sarà utilissima per la fase realizzativa di una riforma epocale, nella quale il personale riveste un ruolo di assoluta centralità. C’è un tavolo di confronto specifico, ma soprattutto, in concreto, una somma di circa 13,5 milioni in tre anni, da dedicare ai diversi aspetti della riforma che toccano più da vicino i lavoratori, ai quali riserveremo una parte dei risparmi realizzati». Soddisfazione è stata espressa anche dalla Cgil in un volantino ai lavoratori: «Sono state recepite le nostre richieste presentate durante l’audizione in Regione del 22 novembre. Come Cgil chiederemo l’immediata convocazione delle nuove Rsu per predisporre la piattaforma contrattuale da presentare alle nuove Ulss». E se il tema delle retribuzioni è stato risolto, resta da capire cosa succederà in merito alla liberalizzazione degli ospedali privati: l’articolo 28 del Collegato alla legge di stabilità regionale è stato infatti accantonato dalla Quinta commissione. L’articolo in questione, recependo una sentenza del Tar, liberalizzava l’apertura di ospedali privati, strutture che non sarebbero state accreditate ma che potevano essere autorizzate indipendentemente dalla programmazione socio-sanitaria della Regione. Il tema passa ora all’esame della Prima commissione, a meno che – raccontano a Palazzo Ferro Fini – l’assessore Coletto non lo ritiri. Forti perplessità hanno suscitato anche l’articolo 33 del Collegato sulla vendita degli immobili delle Ulss e l’articolo 34 sul passaggio dell’Arpav al settore sanitario, oltre a tutto il capitolo delle Ipab, tanto che la manovra è stata licenziata con i soli voti della maggioranza. «Siamo preoccupati – ha detto Claudio Sinigaglia, Pd – per il futuro delle Ipab e sul rischio di progressivo smantellamento a vantaggio dei privati». (Al.Va.)

IL GAZZETTINO – Venerdì, 25 novembre 2016

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