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Umbria, Emilia e Veneto sono le tre Regioni benchmark per il 2013. Nella prossima riunione i criteri per i costi standard 2014

presidenti benchmark

La Conferenza Stato-Regioni, dopo la scelta fatta in Conferenza dei presidenti, ha deciso: saranno Emilia Romagna, Umbria e Veneto le tre Regioni benchmark su cui costruire i costi standard per il 2013, mentre per il 2014 le Regioni hanno annunciato che elaboreranno una proposta con criteri differenti che consentano a tutte le Regioni eleggibili di poter essere inserite in quelle benchmark. Sciolte quindi le riserve che vedevano il ballottaggio tra Veneto e Lombardia  e tra Marche ed Emilia (l’Umbria come prima Regione in graduatoria aveva già il posto assicurato). Lorenzin: “Giornata importante”. Marini (Umbria): “Si parte da subito. Per il 2014 al lavoro su nuova proposta”. Zaia (Veneto): “Ho apprezzato decisione Lombardia di fare un passo indietro”. Annunciata anche conferenza straordinaria la prossima settimana per il riparto 2013.

“È una giornata importante e lo dico senza retorica perché ho visto nascere i costi standard nella Bicamerale per il federalismo”, ha dichiarato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Con i costi standard e con il lavoro che stiamo portando avanti – aggiunge – si avranno risparmi che sono stati calcolati in 2/3 miliardi ma l’obiettivo è soprattutto l’efficienza dei servizi. Ci sono e ci saranno sempre i detrattori, ma la verità è che oggi è stato segnato un punto importante”.  

La scelta delle tre Regioni benchmark è positiva perché significherà anche “poter ripartire con maggiore forza con il Patto per la salute, a cui stiamo lavorando da mesi, per riprogrammare il Servizio sanitario nazionale valorizzando maggiormente i Lea, i Livelli essenziali di assistenza, che hanno sofferto in questi anni”.

“Con i risparmi – ha specificato il Ministro – si potranno riallocare risorse e rendere il servizio sanitario nazionale più sostenibile e più competitivo anche nella sfida transfrontaliera. Questa e’ una fase di grande novità nel sistema europeo da cogliere in fretta per affrontare tutte le sfide che ci attendono”.“Dalla Lombardia alla Sicilia avremo un sistema più omogeneo, tenendo al tempo stesso conto delle specificità”.

 “Questo è un punto importante per l’attuazione del federalismo, grazie al lavoro intenso si è arrivati a questa determinazione che non è una classifica ma una indicazione di lavoro affinché la qualità possa conciliarsi con la sostenibilità”. Così il ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio, ha commentato l’approvazione, da parte della Conferenza Stato-Regioni delle tre Regioni indicate come benchmark per determinare i costi standard. “Sono particolarmente soddisfatto – ha proseguito – questa decisione consentirà di proseguire con maggiore alacrità il lavoro sul Patto per la salute”.

“La Conferenza delle Regioni – ha dichiarato in conferenza stampa il governatore dell’Umbria Catiuscia Marini – ha esaminato e avanzato la sua proposta nell’ambito del Dlgs 68/2012. Con i criteri che sono economici e indicatori sanitari nei mesi scorsi è stata costituita la graduatoria delle cinque Regioni che erano eleggibili (Umbria, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Marche). Queste rientrano tutte nei criteri di qualità, adempimento e anche della gestione degli indicatori della spesa sanitaria. Tra queste abbiamo individuato la Regione Umbria, Emilia Romagna e Veneto e riteniamo che per le caratteristiche anche di rappresentatività della popolazione di dimensionamento e organizzazione del settore esse possano essere complessivamente Regioni che costituiscono una base oggettiva per la costruzione costi standard sui cui le Regioni puntano molto. La fase sperimentale parte da questo momento in poi anche perché il riparto sarà fatto entro dicembre”. “Sono state le Regioni – ha ricordato Marini – a proporre l’introduzione dei costi standard per evitare i tagli lineari e per lavorare nella direzione di una maggiore qualità ed efficienza del servizio sanitario nazionale”.

Per quanto riguarda il 2014 la presidente Marini ha specificato come sia allo studio “una nuova proposta (che dovrebbe modificare il Dlgs sui costi standard) che introduca criteri per i quali in maniera anche estesa si possano utilizzare tutte le Regioni eleggibili” ricalcando in gran parte la proposta formulata dalla Regione Toscana qualche settimana fa.

Marini ha poi parlato anche del Riparto del Fsn 2013. “La prossima settimana abbiamo all’ordine del giorno il riparto 2013 con una conferenza straordinaria che si terrà giovedì prossimo”.

Molto soddisfatto il governatore del Veneto Luca Zaia. “Ho apprezzato decisione Lombardia di fare un passo indietro. Decisione che ci consente dar vita all’idea di portare il lombardo-Veneto tutto insieme. E il Veneto sarà proprio il rappresentante”.

La sanità per Zaia con i costi standard potrebbe risparmiare molto. “Se si applicassero i costi del lombardo-veneto potremmo risparmiare ogni anno 30 miliardi. Da noi un pasto sanitario costa 6 euro e mezzo in altre parti d’Italia anche 60-80 euro.

Zaia ha poi annunciato che si partirà subito e ha specificato come “immagino che si troverà una sorta di soft landing per le Regioni in dissesto che hanno più difficoltà.”

Soddisfatta anche la Regione Marche che nonostante nella graduatoria delle cinque Regioni eleggibili fosse terza è stata esclusa. “L’accordo raggiunto – ha dichiarato a margine della Conferenza l’assessore alla Salute delle Marche, Almerino Mezzolani – oggi è importante perché dà un segnale forte della voglia delle Regioni di andare avanti sui costi standard per questo, con senso di responsabilità, come fatto anche dalla Lombardia abbiamo deciso di non metterci di traverso”.

Ma dalla Conferenza è emersa anche qualche novità sull’atto d’indirizzo della medicina convenzionata  che pare essere in dirittura d’arrivo. “Dovrebbe essere pronto tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio per poter subito partire con la trattativa”, ha assicurato il presidente del Comitato di Settore Sanità delle Regione Claudio Montaldo.

Zaia, “Subito al lavoro. Produrranno a regime 30 miliardi l’anno di risparmi per l’italia”

“Per il Veneto è un momento di grande gioia e orgoglio, perché il riconoscimento più importante della nostra capacità di fare buona sanità a costi ragionevoli è venuto dai colleghi Presidenti di Regione, che ringrazio uno per uno, favorevoli e contrari. E’ una vittoria in una battaglia che conduciamo da anni, ma è anche la vittoria dei nostri managers, medici, infermieri, operatori di ogni livello, che quotidianamente contribuiscono con il loro lavoro a rendere il loro Veneto esempio nazionale”.

E’ questo il primo commento del Presidente del Veneto Luca Zaia alla notizia che la Conferenza dei Presidenti delle Regioni ha designato Emilia Romagna, Marche e, appunto, il Veneto, come Regioni Benchmark per la definizione dei cisti standard in sanità.

“Ora – prosegue Zaia, che ha rivolto all’assessore alla sanità Luca Coletto un ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto – il nostro motto deve essere gambe in spalla e lavorare, perché mai come adesso c’è bisogno di una sanità che funzioni e che costi il giusto a prescindere da dove la si eroga. Così, lo dico da tempo, si risparmieranno 30 miliardi di euro l’anno da investire sui fronti per i quali c’è più bisogno: economia, lavoro, assistenza, sanità”.

“Si parte dal subito, dal 2014 con tutti gli accorgimenti del caso – ha aggiunto Zaia – pensando anche ad una sorta di soft landing per le Regioni in piano di rientro. Questo passaggio – ha proseguito – rappresenta una svolta storica verso una nuova cultura della spesa sanitaria. Andava fatto già dieci anni fa, ma erano tempi di vacche grasse e non se ne volle sapere”.

Secondo Zaia, “la scelta delle Regioni Benchmark darà anche un’importante spinta positiva alla definizione del nuovo Patto Nazionale sulla sanità e renderà possibile definire una volta per tutte il riparto del Fondo Nazionale 2013 che ancora non c’è”.

Ringrazio il collega Maroni della Lombardia – ha aconcluso Zaia – per la disponibilità ad indicare il veneto. Vuol dire che avremo noi la responsabilità di rappresentare un grande lombardo veneto della sanità virtuosa e moderna”.

Coletto, “Finalmente i mezzi per governare oculatamente il settore. Servono dotazioni standard come unico comun denominatore”

“E’ un momento storico di grande soddisfazione, perché per la prima volta si mette davvero ordine su una materia vitale per il paese come la sanità, che per anni e anni di fatto non è stata governata. La mia è la soddisfazione di chi vede realizzarsi un obbiettivo nel quale, con il presidente Zaia, ha sempre creduto”.

Con queste parole, l’assessore regionale alla sanità del Veneto Luca Coletto commenta la designazione del Veneto tra le Regioni Benchmark per definire i costi standard in sanità. Coletto ha ricevuto i complimenti del presidente Zaia “per l’ottimo lavoro svolto”.

 “E’ stata dura – aggiunge l’assessore – ma da oggi, al posto di criteri astrusi e fantasiosi ne abbiamo uno certo, definito, uguale per tutti. Dovrà essere la stella polare per la gestione della sanità italiana in forma federalista per molti anni”.

Coletto pone infine l’attenzione sull’opportunità che, assieme ai costi standard, “si ragioni anche di dotazioni standard, intese come minimo comun denominatore per realizzare ovunque il dettato costituzionale dell’universalità delle cure senza creare disparità né nei costi né nel trattamento ai cittadini. Per i veneti – conclude – oggi è davvero un giorno da ricordare, così come ricordo e ringrazio tutti i lavoratori della nostra sanità che quotidianamente lottano al nostro fianco per fare sempre meglio spendendo sempre meno”.

5 dicembre 2013

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