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Un bonus tira l’altro, e ora arriva quello per i nonni. Emendamento alla manovra per uno sconto sulle spese sostenute per lo sport dei nipoti

La carica dei bonus non si arresta. Siamo arrivati a quota 22 solo in questa manovra. L’ultimo è frutto di un emendamento dei centristi di Ap alla legge di Bilancio ed è stato subito battezzato «bonus nonni»: non per niente sarà presentato domani con la collaborazione dell’Associazione «Nonni 2.0». L’ennesimo bonus è una vera e propria detrazione fiscale che consentirà non soltanto ai genitori, come avviene fino ad oggi, ma anche ai «parenti in linea retta», cioè ai nonni, di detrarre dalle tasse il 19 per cento delle spese sostenute dai nipoti per attività sportive, spese scolastiche, universitarie o affitti fuorisede.

La corsa dei bonus e delle detrazioni fiscali, con conseguente crescita dei costi, prosegue allegramente. Contrariamente a quanto annunciato da tempo, invece di procedere alla riduzione e al riordino delle

tax expenditures se ne aumenta il numero. Dell’intervento di disboscamento degli «sconti» Irpef e Iva, per singoli contribuenti e imprese, si parla dal 2011 quando fu istituita la prima commissione Ceriani che censì 720 agevolazioni per un costo complessivo di 253,7 miliardi. La sorpresa, emersa da un recente Rapporto della Corte dei Conti, è che nel frattempo il numero degli «sconti» è aumentato del 10 per cento sfiorando quota 800 (per la precisione 799 nell’anno 2016) con una spesa che ormai raggiunge 313,1 miliardi (circa il 24 per cento in più in cinque anni). Secondo l’ultimo rapporto, allegato alla Nota di aggiornamento al Def di settembre, le sole detrazioni Irpef sono 41, le deduzioni 37 e le esenzioni complete ben 132.

Il compito di tagliare le agevolazioni fu affidato da Renzi a Roberto Perotti: ma l’economista non fu ascoltato e si dimise polemicamente nel 2015 in contrasto con il governo. Attualmente la Commissione è presieduta dal professore di Scienze delle Finanze Mauro Marè che ha consegnato all’esecutivo una serie di dettagliate proposte: alla fine non sono nemmeno entrate nel menù della legge di Bilancio.

Anzi, la manovra in esame al Senato ha allargato il catalogo dei bonus fin dal testo uscito dal Tesoro. La lista è lunga: si va dal pacchetto di bonus per mamme e nidi (cui un emendamento parlamentare aggiunge il rifinanziamento del bonus bebè di 80 euro) agli sconti per il bus. Ci sono poi il rifinanziato bonus cultura per i diciottenni e il nuovo bonus del 36 per cento per giardini e impianti di irrigazione. Insomma bonus “dalla culla alla tomba”. Ma molti si chiedono se non sarebbe meglio indirizzare gli sconti fiscali alle grandi esigenze di politica economica e non dividendo gli italiani tra nonni, mamme, neonati, amanti degli animali o con il pollice verde.

Solo in questa manovra sono 22 le richieste di sgravi fiscali a favore di varie categorie

Repubblica – 14 novembre 2017

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