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Un bunker militare per la sicurezza dei vaccini anti-Covid. Nell’aeroporto di Pratica di Mare creato un hub per stoccare i primi 3,4 milioni di dosi

Ora c’è l’hub del vaccino. Il governo, e il commissario Domenico Arcuri, hanno scelto. Le dosi del vaccino anti-Covid — tutte, ma non quelle della Pfizer attese per prime — entreranno in Italia attraverso la base aeronautica di Pratica di Mare, alle porte di Roma. Nei suoi hangar saranno stoccate le fiale a freddo, quelle standard, che possono viaggiare a una temperatura compresa tra 6 e 8 gradi.
Sarà dalla sede naturale dell’Aeronautica militare — che avrà «un livello di sicurezza massima e ad alta sorveglianza», dice Arcuri — che partiranno i camion, gli elicotteri e gli aerei della Difesa per rifornire di dosi i millecinquecento punti di somministrazione che sono stati fin qui indicati nel Piano Vaccini. Si dice “hub and spoke”, in questo caso, per la relazione del centro con l’esterno. L’operazione di approvvigionamento, che sarà gestita dal Comando operativo di vertice interforze, è stata ribattezzata “Eos” dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ispirato dalla dea greca dell’aurora.
Dai vari ricoveri della base partiranno i mezzi dell’Esercito per portare le fiale nei cosiddetti sub-hub regionali, come — nel caso della Toscana — lo stabilimento chimico farmaceutico della Difesa a Firenze. Per lo stoccaggio e questi spostamenti sono previste precauzioni anti-hackeraggio: i sistemi informativi, che tracceranno tutti i movimenti delle dosi registrando in un database i parametri di ogni singola somministrazione, saranno blindati.
Un terzo percorso è previsto lungo le arterie dei territori per raggiungere, appunto, tutti i 1.500 punti di somministrazione: dagli ospedali alle Residenze sanitarie per anziati indicati dalle Regioni, fino ai cosiddetti drive- through della Difesa, gli stessi ancora oggi utilizzati per i tamponi di accertamento.
Se questo piano non incontrerà i problemi fin qui registrati per le mascherine di Stato e i banchi di scuola, si ipotizza che in primavera le dosi arriveranno nelle farmacie, negli studi dei pediatri e dei medici di base. «È la vaccinazione di massa più grande mai allestita dal nostro Paese », ha detto il ministro Guerini. «La Difesa, grazie all’esperienza acquisita nelle missioni internazionali, è pronta a dare tutto il supporto richiesto al Sistema sanitario nazionale». Per i luoghi di somministrazione di massa come appunto i drive- through — è stato spiegato ieri — sarà necessario prenotarsi con anticipo, quindi mettersi in fila in auto nel punto considerato seguendo le indicazioni di uno schema esposto all’entrata.
L’aspetto di “ordine e controlli” sarà gestito da personale dell’esercito, il vaccino sarà invece somministrato da un team formato da un medico e quattro infermieri. A differenza dei tamponi di accertamento, per l’inoculazione bisognerà scendere dall’automobile. Prima di andare via, sarà rilasciato un certificato. E così accadrà per la somministrazione della seconda dose del vaccino.
L’aeroporto militare Mario De Bernardi, 830 ettari di superficie, uno dei più vasti in Europa, posizionato al centro dell’Italia e con un sufficiente snodo stradale intorno, nel 2002 ospitò l’incontro tra i vertici di Nato e Russia per lo storico accordo di reciproca collaborazione e, ancora, nella prima fase dell’emergenza Covid, a partire da febbraio, ha ospitato gli italiani di rientro da Wuhan.
Nel caso del vaccino Pfizer — le prime 3,4 milioni di dosi attese a fine gennaio — è stata disposta una catena del freddo specifica per la conservazione delle fiale: meno 80 gradi centigradi. Sarà la stessa azienda produttrice a portare le fiale nei trecento punti vaccinali, già indicati dalle Regioni nelle scorse settimane provincia per provincia.

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