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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Notizie»Torna l’aviaria, focolaio ad alta patogenicità in allevamento di tacchini da carne da 20mila capi nella Bassa padovana. Innalzato il livello di attenzione: misure straordinarie su tutto il territorio regionale
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    Torna l’aviaria, focolaio ad alta patogenicità in allevamento di tacchini da carne da 20mila capi nella Bassa padovana. Innalzato il livello di attenzione: misure straordinarie su tutto il territorio regionale

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati15 Novembre 2023Aggiornato:13 Dicembre 2023Nessun commento5 Minuti di lettura
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    Un anno dopo ritorna l’incubo e la memoria va ai mesi orribili dell’autunno 2021, quando nel Veneto l’epidemia costò 14 milioni di capi abbattuti e mezzo miliardo di euro bruciato per gli allevatori dell’area. Nelle scorse ore l’autorità sanitaria ha rilevato positività per HPAI H5N1, un  focolaio di influenza aviaria in un allevamento della Bassa padovana di circa 20.000 tacchini da carne che nel giro di 2-3 giorni ha visto morire all’improvviso almeno 300 capi.

    Allarme aviaria, altri due focolai ad alta patogenicità nella Bassa Padovana in allevamenti di broiler e faraone: convocata l’unità di crisi regionale, scattano le misure

    In data 13 novembre 2023 il Centro di Referenza nazionale per l’Influenza Aviaria (CRNIA) dell’IZS delle Venezie ha confermato un focolaio di Influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) del sottotipo H5N1 in un allevamento di 20.000 tacchini da carne sito nel Comune di Sant’Urbano in provincia di Padova. Si tratta del primo focolaio in Italia della stagione 2023/24 anche se in precedenza erano stati confermati diversi casi in avifauna selvatica, ultimo dei quali pochi giorni fa in provincia di Rovigo.

    Le Autorità Competenti regionale e locale in contatto con lo scrivente Ufficio stanno applicando le misure previste dalla normativa comunitaria e nazionale, che prevedono l’abbattimento e distruzione di tutti i tacchini presenti in allevamento, pulizia e disinfezione del focolaio nonché l’istituzione delle previste zone di protezione e di sorveglianza con le relative misure di controllo e di mitigazione del rischio per evitare l’eventuale diffusione dei virus verso altri stabilimenti. 

    Il 14 novembre si è tenuto un incontro con la Regione Veneto, l’ASL di Padova e il Centro di Referenza Nazionale per l’influenza aviaria dell’IZS delle Venezie per fare il punto della situazione e confrontarsi sulle ulteriori misure da adottare da parte della regione e dell’Asl nelle prossime ore. In considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, evidentemente connessa con le dinamiche migratorie dell’avifauna sensibile, considerati anche i diversi focolai confermati in vari paesi europei negli ultimi giorni, si è ritenuto necessario innalzare il livello di attenzione richiamando alla scrupolosa osservanza di tutte le misure di biosicurezza di cui al DM DECRETO 30 maggio 2023 concernente le Modalità applicative delle misure di biosicurezza negli allevamenti avicoli nonché di ogni altra misura che possa consentire di ridurre il rischio di introduzione del virus.

    NOTA MINISTERO SALUTE Focolaio di influenza aviaria HPAI PADOVA

    L’Unità organizzativa regionale Sanità animale, con nota del 15 novembre, ha disposto una serie di misure straordinarie di prevenzione e controllo su tutto il territorio veneto.  

    NOTA REGIONE VENETO Focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) in provincia di Padova. Misure di
    straordinarie prevenzione e controllo sul territorio regionale.

    1. Negli allevamenti avicoli siti nelle zone di restrizione (ZP e ZS) istituite attorno al focolaio, oltre ad applicare le misure previste dal Reg delegato (UE) 2020/687, la AULSS competente dovrà effettuare i seguenti controlli (partendo prioritariamente dagli allevamenti in ZP):– negli allevamenti commerciali: visita clinica degli animali e verifica mortalità/variazioni anomale dei parametri produttivi aziendali; prelievo per IA da animali morti recenti o -in assenza di questi- tamponi tracheali in 30 animali/capannone (se presenti in numero inferiore, testarli tutti), prediligendo gli animali disvitali o con sintomatologia;– negli allevamenti familiari: verifica mortalità aziendale: in caso di rilievo animali morti, prelievo in questi per ricerca virus IA.
    2. L’obbligo di chiusura del pollame e degli altri volatili in cattività degli allevamenti all’aperto, di cui all’art. 1, comma 1 del provvedimento ministeriale n. 0024855-04/10/23-DGSAF-MDS, è esteso a tutto il territorio regionale;
    3. Il divieto di svolgimento di fiere/mostre/mercati avicoli, ad eccezione di quelle con la sola esposizione/vendita di “volatili ornamentali” di cui all’Allegato I, Parte B del Reg (UE) 2016/429, di cui all’art. 1, comma1, lettera iv) del citato provvedimento ministeriale è esteso su tutto il territorio regionale;
    4. Ad integrazione dei controlli previsti dal provvedimento ministeriale n. 0024855-04/10/23-DGSAF-MDS, è disposto il seguente monitoraggio straordinario negli allevamenti di tacchini da carne:– Allevamenti siti in Zona di rischio “A”: a partire dai carichi di venerdì 17/11 pv, controlli pre carico con le modalità indicate in Allegato 1 al provvedimento ministeriale; tali controlli dovranno essere ripetuti ogni 48 ore fino alla fine del carico;– Allevamenti della filiera coinvolta dal focolaio HPAI: campionamento (tamponi tracheali) dei soggetti morti settimanalmente (almeno 10 soggetti distribuiti nei vari capannoni privilegiando quello con indice di mortalità più elevata) partendo dai soggetti deceduti il giorno del campionamento e in assenza di questi, procedendo a ritroso con quelli dei giorni precedenti; tali campioni possono essere prelevati dai veterinari aziendali, previo accordo e sotto la supervisione del Servizio Veterinario AULSS.
    5. Rafforzamento delle misure di biosicurezza di cui al DM 30/05/23, come indicato all’art. 4 del vigente provvedimento ministeriale.

    Si coglie infine l’occasione per invitare le SS.LL. a sensibilizzare tutti gli allevatori, anche i familiari, alla segnalazione di tutti gli episodi di mortalità anomala e variazione dei parametri produttivi in allevamento: si evidenzia a tal riguardo che il DLvo 136/2022 all’art. 6 prevede degli specifici obblighi di notifica alla AULSS, da parte di tutti gli operatori, di ogni sospetto di malattia di cat. A, come la HPAI, prevedendo apposite sanzioni in caso di non ottemperanza.

    L’ultimo focolaio nel Padovano si era registrato esattamente un anno fa, anche se il periodo drammatico per il settore era stato quello tra l’autunno 2021 e la primavera 2022: oltre 250 focolai, di cui 35 proprio nella Bassa padovana, con l’abbattimento di oltre 14 milioni di capi in tutta la regione, quasi 4 milioni nella nostra provincia, e un danno complessivo di mezzo miliardo di euro, stando a una stima di Coldiretti, che per le aziende padovane ha inciso per almeno 50-60 milioni di euro.

     

     

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