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Usa: aggirata la riforma Obama, polizze sanitarie più care 26%

In attesa dell’entrata in vigore nel 2014 di tutte le nuove norme volute dal presidente, le compagnie americane stanno applicando pesanti rincari dei premi assicurativi sulla salute. A farne le spese, come sempre, i soggetti più deboli: chi deve comprare la polizza individualmente o le piccole imprese

NEW YORK – Anthem Blue Cross: +26%. Aetna: +22%. Blue Shield of California: +20%. Sono alcuni dei folli rialzi imposti a chi compra polizze sanitarie negli Stati Uniti. Le richieste di aumenti dei premi assicurativi stanno arrivando in questi giorni, con l’anno nuovo. Ed è subito scandalo, il New York Times ne fa il tema di apertura della sua prima pagina. Com’è possibile estorcere agli assicurati dei rialzi così esosi, dopo la riforma Obama? Il controverso passaggio della nuova legge sanitaria nel 2010 fu il principale cantiere di riforme nel primo mandato di questo presidente. Osteggiato dai poteri forti della sanità privata, combattuto con ostruzionismo a oltranza dal partito repubblicano, quel disegno di legge passò in extremis anche grazie alla “provocazione” delle compagnie assicurative. Proprio mentre il Congresso dibatteva il progetto noto come Obama-care, arrivò dalla California la notizia di rialzi superiori al 30%. Lo scandalo e l’esasperazione verso l’avidità delle assicurazioni diedero una spinta determinante per il passaggio della riforma. Era il 2010.

Ma tre anni dopo siamo daccapo, a riforma varata. E di nuovo c’è la California in primo piano: le tre assicurazioni citate sopra hanno sede nello Stato della West Coast. Ma anche dalla Florida e dall’Ohio arrivano notizie di rincari dell’ordine del 20%. In barba alle regole di Obama-care? In realtà quella riforma non è entrata in vigore completamente, lo sarà

solo nel 2014, dunque c’è chi ne approfitta per fare incetta di rialzi. Inoltre gli assicuratori hanno scoperto che quella legge anche quando sarà del tutto operativa avrà dei “buchi”, dentro i quali si sono infilati rapidamente. Le regole valgono per tutti gli Stati Uniti, ma la loro applicazione – vigilanza, controlli, sanzioni – è delegata ai singoli Stati. Sicchè succede, per esempio, che lo Stato di New York si è dato dei poteri dissuasivi: può letteralmente vietare aumenti che considera eccessivi. In altri Stati, California inclusa, invece esiste solo una sorta di monitoraggio, una vigilanza con scarsi poteri.

E le assicurazioni se ne approfittano. Vittime designate, come sempre, sono i soggetti più deboli. Cioè coloro che debbono comprarsi l’assicurazione individualmente, oppure le piccole imprese che pagano la polizza per un numero ridotto di dipendenti. Laddove c’è un potere contrattuale forte, come nel caso di associazioni di utenti, o grandi aziende che comprano polizze all’ingrosso per una gran quantità di dipendenti, i rincari sono assai più modesti, dell’ordine del 4%. Ora la California dovrà correre ai ripari. I suoi amministratori chiedono a gran voce che vi sia una regola uguale per tutti, e sanzioni federali che consentano di bloccare e annullare i rialzi eccessivi.

(06 gennaio 2013) – Repubblica

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